Domenica, 08 Dicembre 2019
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ARTE

La magia dei murales del messinese Andrea Sposari

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Negli ultimi anni la Street art si è diffusa attraverso festival e progetti di riqualificazione urbana, che hanno contribuito a cambiare la concezione e la circolazione di quest’arte che deve necessariamente avvalersi di ampi spazi per creare in libertà, attraverso uno specialissimo codice espressivo. I murales fioriscono, lanciando segni forti di poetica e di visione ideologica, con lampi di messaggi, moniti, provocazioni su temi legati all’ambiente e alla condizione dell’uomo contemporaneo.

Le opere irrompono nella strada, si contaminano con la quotidianità, come flash di colore improvvisi in scenari diuturni, dove i muri diventano palinsesti narrativi, una sorta di musei a cielo aperto, insiti nell’ordito del territorio. L’organizzazione degli spazi dedicati, consente il recupero di aree dismesse o anonime, attraverso bandi pubblici e concorsi di idee. In questo scenario emerge l’artista siciliano Andrea Sposari, che ha stretto il suo rapporto con i murales da giovane.

“Quando ho cominciato- ci dice - nel primo anno delle Superiori, non c’erano spazi in questo campo, ritenuto illegale. Operare sul muro con le bombolette, significava marcare il territorio e spingere il proprio nome, in superfici ampie e fruibili. I murales, sono là, non si possono ignorare, ci sbatti contro”. Fa i primi passi Sposari con disegni che si richiamano ai fumetti e cartoni animati e diventa presto pioniere nella sua zona (Pace del Mela, Giammoro). Si laurea in Ingegneria presso il Politecnico di Milano, ma continua la sua sperimentazione artistica, trovando presto una cifra stilistica originale, impegnandosi come artista e come curatore di progetti a Barcellona, Oliveri, Furnari, Messina, Lentini, Catania.“Ho lavorato con Comuni e associazioni in progetti stimolanti come quello di Milano, nelle stazioni metropolitane di Porta Garibaldi, Porta Genova, sostenendomi inoltre con le committenze private”.

Infatti la copertura economica è data dagli incarichi privati commerciali, su temi obbligati; mentre i Comuni offrono solo un rimborso delle spese e dei materiali usati, fornendo però, la possibilità di operare in autonomia. “E’ importante fare liberamente ciò che si desidera. Aderire a questi progetti significa crescere, ma anche creare comunità, nel recupero, come ho fatto con borghi storici calabresi e come farò in Puglia.” Le produzioni di Sposart, questo è il suo nome d’arte, si ispirano ad un umanesimo in cui la persona, deve credere in sè stessa e non alla fortuna o al contesto massificante, in cui l’individuo è sempre più isolato.

Quello di Sposari è uomo che cerca un’identità in una comunicazione vera con gli altri e con la natura. “Il murales Risposte ad esempio, è un elogio alla natura e alla scoperta del segreto della vita sulla Terra per una maggiore consapevolezza e rispetto del mondo in cui viviamo.” Le sue opere si coagulano per lo più attorno ad una figura umana realistica ma con richiami surrealistici ed elementi di “interferenza” come il murales legato allo spettacolo “Broken Communications” a Birmingham (Inghilterra).

Parlo del ruolo dell’arte nella società, che perde il senso che aveva nel passato, in cui arte e scienza erano al centro, in questa performance estemporanea in cui racconto la comunicazione interrotta, inserendo sovrapposizioni, segni di controsenso tematico.” L’Artista messinese, si prepara a misurarsi con una nuova dimensione internazionale, essendo stato invitato, unico rappresentante italiano, a realizzare un murales nell’ambito dell’importante Expo delle innovazioni tecnologiche di Bombay, dove si recherà in dicembre insieme ad artisti provenienti da tutto il mondo, per fare un decisivo passo nel contesto della piattaforma universale della Street art.

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