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L'ANNIVERSARIO

Un anno senza Pino Caruso, palermitano follemente innamorato della sua città

cinema, palermo, Pino Caruso, Sicilia, Cultura
In una foto del 28 marzo 2011

Sono già trascorsi 365 giorni, un lunghissimo anno dalla morte del grande Pino Caruso, attore palermitanissimo dall'animo nobile scomparso a Roma all'età di 88 anni. Caruso è uno degli attori siciliani più noti assieme a Franchi e Ingrassia e Lando Buzzanca.

Simbolo di Palermo, fu in grado esportare la comicità dell'Isola oltre lo Stretto dividendosi tra il teatro, il cinema e la tv, soprattutto quella degli anni '70 e '80. Ha recitato al Bagaglino ed è stato protagonista di programmi Rai, ma ha anche scritto libri.

“Una persona straordinaria che ci manca tantissimo. Ha avuto meno di quello che meritava”.  Lo ricordano così Salvo Ficarra e Valentino Picone, suoi figli d'arte adottivi .“Ci hanno sempre paragonato a Franco e Ciccio, forse perché siamo in due, ma noi ci siamo piuttosto riconosciuti nella 'mano' di Pino, in quella sua comicità arguta che non siamo mai riusciti a raggiungere”. “Noi iniziammo nel ‘93 e qualche anno dopo ci invitarono a Zelig. Pino ci venne incontro, aveva seguito in disparte, ci fece i complimenti. 'Voi abitate a Palermo? Io non vi ho mai visto, ma perché non avete presentato un progetto per il Festino?'. Gli rispondemmo che aveva detto pubblicamente che non voleva comicità, ma lui scacciò via la frase … Da quel momento non ci siamo più lasciati, 23 anni spesso insieme, ci è rimasto l’enorme dispiacere di non arrivare in tempo per il suo funerale, perché eravamo in Marocco per i sopralluoghi de “Il primo Natale”, l’unico film che non siamo riusciti a raccontargli".

Ma a tenere viva la memoria di Pino sono anche i suoi aforismi.“Un animale non si può difendere da vivo, lo può fare solo da morto - amava ripetere da buon vegetariano - Mangiarsi con gusto un animale è assassinio premeditato a scopo di libidine. Digerirlo, è occultamento di cadavere”. Oppure "La gente mangia carne e pensa: diventerò forte come un bue. Dimenticando che il bue mangia l'erba.”

 

 

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