Martedì, 24 Novembre 2020
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Da Siracusa un canto di luce: Nicola Piovani al teatro Greco per "Voci sole"

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Nel sito archeologico dell’isola di Delos, nell’arcipelago delle Cicladi, nel mar Egeo, rivive il mito della nascita di Apollo che all’isola è strettamente legato. Apollo nacque a dispetto degli dei, contrari alla sua nascita perché la sua sublime divinità avrebbe portato Luce ai mortali: gli dei erano ostili alla nascita della luce. L’isola di Delos “la luminosa” fu così chiamata da Apollo, precedentemente si chiamava Ortigia, come il centro storico di Siracusa.

Anche per questo motivo il maestro Nicola Piovani, chiamato ad aprire venerdì l’iniziativa della Fondazione Inda "Per voci sole”, ha pensato ad una riscrittura dell’Isola della Luce, cantata per soli coro e orchestra, scritta nel 2004 per l'inaugurazione dei giochi Olimpici in Grecia.

L’Istituto Nazionale del Dramma Antico ha posticipato di un anno la stagione delle rappresentazioni classiche e ripensato per questa fase post Covid un’iniziativa tutta nuova. «Quando all'inizio sono stato chiamato l'istinto è stato dire che senza pubblico il teatro non si può fare – ha detto il maestro Piovani – . Mi sono convinto a rimettere mano a questa cantata: il tema è la luce. Si parla del tempo, della lotta tra luce e oscurità. Le peripezie di Latona, madre di Apollo, ospitata a Delos per partorire dopo lunghissime doglie, mi hanno fatto pensare alle letture sulla fisica moderna, agli scritti divulgativi sulla teoria della relatività, e all’impressione che mi faceva sentir parlare della invalicabilità della velocità della Luce. L’Isola della Luce è una composizione che prova a cantare la bellezza dei grandi interrogativi senza risposta, la loro struggente e fragile seduzione. La Sicilia è isola di luce, Siracusa è luogo di luce. In questo tempo funesto, il canto propiziatorio alla luce è anche un’invocazione alla luce simbolica del Teatro. Una luce che si è spenta a causa di un’epidemia. Nei secoli passati, questo è accaduto e il Teatro è sempre tornato a illuminare la nostra civiltà. Nel finale il coro canta l'inno al Sole, l'inno alla luce. Propiziatorio perché la prossima primavera ci siano i teatri affollati».

I testi sono di Vincenzo Cerami, ma anche di Byron, Omero, Einstein, Mesomede di Creta, Elytis e Seferis. Voci cantanti sono Tosca e la giovane soprano Maria Rita Combattelli. Voce recitante Massimo Popolizio. Il maestro Piovani dirigerà 20 strumentisti e 12 coristi. Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con il Conservatorio Vincenzo Bellini di Catania. Piovani ha ricordato che una replica dello spettacolo fu chiesta a Roma proprio dal maestro Ennio Morricone, appena scomparso. «Lavorava nella musica di estrema avanguardia e negli arrangiamenti di Gianni Morandi – ha detto Piovani – , nella musica sinfonica e nella musica da film. Ovunque lavorava, con la sua quasi mistica del lavoro, riusciva a trovare la soluzione, una cosa che è data soltanto ai grandi geni. È scomparso un personaggio che ha insegnato al pianeta come si fa la musica da film e allo stesso tempo era legato ad un rapporto personale con me, io faccio molta molta fatica a parlarne».

Piovani rifiuta l'idea di qualsiasi eredità, ma ringrazia per i consigli ricevuti: «Una sua bella frase che va ricordata è quando diceva ai registi e produttori “Chiedetemi tutto, ma non chiedetemi di copiarmi”: significa che ogni volta che prendeva una penna per una partitura andava cercando qualcosa e molto spesso la trovava».

L’Inda per mettere in scena gli spettacoli ha dovuto rivoluzionare l'antica cavea: «Invece dei 5 mila spettatori ne avremo 480 e saranno sul palcoscenico mentre la cavea servirà da scenografia – ha detto Marina Valensise, consigliere delegato della Fondazione Inda – . Ci sarà la diretta streaming e differita nei sette giorni successivi con un'innovazione tecnologica grazie ad un accordo con Tim per raggiungere una platea mondiale. Una risposta a uno stato di necessità trasformata in opportunità. Torniamo alle origini dell'Inda».

«Una stagione nuova e non è escluso che possiamo continuare nel futuro anche con questo tipo di iniziative – ha detto il sovrintendente Antonio Calbi – . E sono convinto che l'intera stagione ci regalerà emozioni indimenticabili».

Tra i protagonisti della stagione Lunetta Savina, Lella Costa, Luigi Lo Cascio, Laura Morante, Isabella Ragonese e Teho Teardo. Chiuderà Mircea Cantor.

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