Mercoledì, 05 Agosto 2020
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IL CASO

Capitello greco ritrovato a Gela: autentico o clamoroso abbaglio? Archeologi divisi

Capitello greco o bufala? Italia Nostra e diversi archeologi contestano «l’eccezionale ritrovamento» di un «capitello ionico di grandi dimensioni all’interno di un pozzo circolare nell’area urbana di Gela», annunciata dall’assessore ai Beni culturali, Alberto Samonà. «Il capitello - spiega Samonà in un comunicato - realizzato in pietra arenaria, è stato rinvenuto in via Sabello durante i lavori di scavo per la posa di cavi elettrici condotto sotto la sorveglianza archeologica della Soprintendenza dei Beni Culturali di Caltanissetta».

Ad aprire le danze della perplessità è Leandro Janni, storico dell’arte e presidente di Italia Nostra in Sicilia. «La prima cosa che salta agli occhi è che è brutto, e non possiede la bellezza dei capitelli ionici, che risalta in ogni particolare», spiega Janni all’Agi. Si tratta, prosegue, «di un mediocre manufatto, risalente probabilmente al secolo scorso: il modulo e la plastica si discostano nettamente dai modelli greci. E inoltre, non si tratta di un capitello ma un semicapitello. Dunque, si è presa una cantonata? Molto probabilmente».

Tra gli archeologici è Flavia Zisa, docente di Archeologia all’università Kore di Enna, a guidare la schiera dei dubbiosi «Né il modulo né la plastica sono greci e tantomeno arcaici», spiega. «Mi sembra una mensola del primo ‘900. Ne ho visto la foto: non può essere greco», aggiunge. E la «scoperta» non convince neanche Dario Palermo, docente di Archeologia all’università di Catania, il primo a parlare di un «semicapitello».

«Io penso solo - afferma - che prima di fare entusiastici comunicati stampa, bisognerebbe consultarsi con chi ha più esperienza». Meno tranchant, sulla Paolo Giansiracusa, critico dell’arte: «Si tratta del capitello di una parasta. Dallo spessore si evince che non era solo un rivestimento decorativo ma faceva parte di un elemento strutturale portante. Per la datazione si dovrebbe analizzare il pezzo dal vivo».

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