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TEATRO GRECO

La “vita parallela” di Crisotemi, sorella di Elettra: applausi a Siracusa

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Ha vissuto una vita parallela, anche se a volte le sembra di non aver vissuto. È stata sempre dietro le quinte e forse ha preferito stare nell'ombra. Le sono mancate le sorelle, quelle con cui ti scambi una confidenza. Le è mancata una madre, della quale ricorda solo pochi piccoli momenti di affettività. Crisotemi, sorella di Elettra, racconta e si racconta. In piedi o seduta su una sedia di vimini, vestita di bianco, da dea, Isabella Ragonese porta sulla scena del teatro greco di Siracusa i versi di Ghiannis Ritsos, nella traduzione di Nicola Crocetti. Applausi per l'attrice palermitana che giovanissima vinse il primo premio del concorso nazionale Inda con un saggio breve sulla figura di Ecuba e che è stata protagonista nel penultimo appuntamento di “Inda 2020 Per voci sole”. Con lei Teho Teardo, musicista e compositore, sul palco con due violoncelliste, Laura Bisceglia e Giovanna Famulari.

Il musicista romano regala atmosfere oniriche, facendo immergere talvolta in un paesaggio sonoro, altre volte sostenendo l'incalzare delle parole urlate. «Com'è che si sono ricordati di me? Nessuno si ricorda mai di me. Nessuno si è mai accorto di me. Non che mi lamenti. È andata bene cosí, anzi, forse anche meglio». E' l'incipit per l'intervista da rilasciare ad una giornalista molto giovane che la va a trovare. Anche se lei non ha «alcuna azione di cui andar fiera. Niente». Il regista Fabrizio Arcuri, che ha già diretto la Ragonese, lascia all'attrice siciliana la possibilità di spaziare, dalla risata di una adolescente alla grazia di una donna matura, in un personaggio che vuole sfogare tutto ciò che ha tenuto dentro per tanti anni.

Se Antigone ed Elettra sono due eroine immense, le sorelle minori, Ismene e Crisotemi, vivono nell'ombra: «Cosí sono trascorsi gli anni (come sono passati? - Non me ne sono accorta), e io sempre in margine agli eventi - sono veramente io che ho vissuto, senza vivere, tante e tante vite, compresa la mia vita? Da questa mia inapparenza mi compiacevo di vedere e ascoltare. Potevo sognare liberamente. Era bello, davvero - come se vivessi fuori della storia, in un mio spazio intatto, assoluto, protetta, e allo stesso tempo presente». Uno spazio nel quale non aveva senso essere protagonista: “A quale scopo, allora, intervenire? Ho imparato presto che non ci è dato scongiurare niente».

Crisotemi, grazie all'accordo di partenariato digitale con TIM, resterà disponibile on demand, su www.indafondazione.org, per i sette giorni successivi alla lettura. Il programma di Inda 2020 Per voci sole si chiuderà domenica 30 con “Il suono del mio corpo è la memoria della mia presenza”, una performance di Mircea Cantor, che coinvolgerà allievi e docenti dell'Accademia d'arte del dramma antico. Nella serata sono poi previsti altri due momenti: Il teatro a venire, che vedrà Lucia Lavia, Anna Della Rosa e Galatea Ranzi regalare al pubblico alcuni brani tratti da Baccanti, Ifigenia in Tauride e Le Nuvole, i tre spettacoli in programma al Teatro Greco nel 2021, e la consegna a Eva Cantarella del premio Eschilo d'Oro.

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