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Quale futuro per i parchi archeologici: no ai politici al posto dei tecnici. Incontro a Palermo

È trascorso un mese da quando, il 20 maggio scorso, l’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Alberto Samonà ha firmato i primi decreti per porre fine al lungo commissariamento dei tredici parchi archeologici e insediare finalmente i Comitati tecnico-scientifici, organi di co-governance dei direttori. Si è iniziato con il parco di Himera e quello di Tindari. Questi Comitati sono uno degli elementi fondamentali che qualificano l’assetto autonomistico che distingue i parchi dai musei o dalle soprintendenze, consentendo loro di trattenere gli incassi dall’attività di gestione dei beni conferiti, invece che versarli, come gli altri, nel calderone del bilancio della Regione.

Ma adesso si cambia! Tutto bene, dunque? Non ne sono affatto convinti gli specialisti del settore, che si incontreranno a Palermo, il prossimo 21 giugno, dalle 17.30, ai Cantieri Culturali alla Zisa, “Spazio Mediterraneo”, via Paolo Gili, 4, per la Conferenza “Sul futuro dei parchi archeologici: no ai politici al posto dei tecnici”, promossa dalla storica dell’arte e giornalista Silvia Mazza, che da anni si occupa di parchi archeologici e che ha firmato un’inchiesta sui recenti preoccupanti scenari.

Parliamone allora, di questi Comitati tecnico-scientifici. Che ci fa una squadra di amministratori locali e quindi politici in organi tecnico-scientifici chiamati a pronunciarsi sulle sorti di milioni di metri quadrati di territorio, un concentrato di beni culturali e paesaggistici tra i più importanti al mondo? In organi che si esprimono a maggioranza, sono ad esempio 9 i sindaci nel parco di Himera contro 3 tecnici e 5 in quello di Tindari sempre contro 3 tecnici. Mentre proprio la nomina dell’ “esperto” che avrebbero dovuto esprimere congiuntamente i territori la si può ben rinviare ad un futuro decreto!

Si tratta, inoltre, di Comitati con funzioni ibride, che fungono anche da Cda, organi di gestione. Ma con una composizione pletorica che non consentirà affatto di sveltire le procedure, fine dell’autonomia, del tutto disallineata tra l’altro dalla normativa statale e regionale che va nel senso della riduzione dei componenti degli organi di gestione.

Grande è la preoccupazione per il fatto che la legge regionale consenta a questi Comitati, così composti, di esprimere un parere "tecnico" decisionale, che addirittura potrebbe sostituire quello delle Soprintendenze. Un pronunciamento che, invece, la superiore legge statale riconosce in via esclusiva ai soli tecnici. Evidente il conflitto in cui questi sindaci si troveranno ogni volta che da una parte si faranno portavoce di interessi dei territori che amministrano e dall’altra saranno chiamati ad esprimere parere sugli stessi. Niente, assolutamente niente di tutto questo avviene nel resto d’Italia. Dove la necessaria rappresentanza degli enti locali nella comunità del parco è risolta diversamente: nei comitati scientifici non siedono direttamente i sindaci, ma loro esperti, di comprovata qualificazione scientifica. La presenza di un sindaco, lecita nella sua sostanziale funzione collaborativa, non può in alcun modo interferire nell’autonomia necessaria all’esercizio della tutela ed alla libertà delle azioni di valorizzazione e di ricerca: fini supremi cui devono concorrere i parchi archeologici.

È, allora, per discutere di questo e di tutte le altre criticità in cui versano i parchi archeologici, e soprattutto per mettere sul tavolo delle soluzioni in uno spirito costruttivo, che all’evento hanno aderito Legambiente Sicilia; ICOM, International Council of Museums, Comitato nazionale e Coordinamento Sicilia; ANA, Associazione nazionale archeologi; Assotecnici; Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali; Comitato nazionale per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata; Sergio Foà, Professore Ordinario di Diritto Amministrativo, Università di Torino; Philippe Pergola, Professore di Topografia generale, di Topografia dell’Orbis Christianus Antiquus e di Metodologia, Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana; Gioacchino Francesco La Torre, Professore Ordinario di Archeologia Classica, Università di Messina; Rosario Perricone, Segretario Generale SIMBDEA, Società Italiana per la Museografia e i Beni DemoEtnoAntropologi; Ignazio Buttitta, Professore Ordinario di Storia delle Tradizioni Popolari, Università di Palermo; Marcello Conigliaro, Pro-Rettore alla Ricerca del Dipartimento di Studi Europei Jean Monnet e Lucia Pierro, architetto cofondatore di AutonomeForme.

Oltre agli interventi in programma hanno aderito anche Salvatore Settis, Accademico dei Lincei, Presidente del Consiglio Scientifico del Louvre, e Sergio Rinaldi Tufi, già Professore Ordinario di Archeologia delle province romane, Università di Siena e Trieste. I diversi contributi saranno consegnati a un Dossier che verrà depositato in V Commissione “Cultura, formazione e lavoro” dell’ARS. Sono stati invitati, inoltre, Alberto Samonà, Assessore BBCCIS; Sergio Alessandro, Dg Dipartimento BBCCIS; Leoluca Orlando, Presidente ANCI Sicilia.

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