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“La punta”: sogni e miti del mare di Messina nelle poesie di Alessandro Tumino

Martedì 5 luglio alle ore 18, nella chiesa di San Marco in Campidoglio a Roma, sarà presentato il libro  “La punta”, raccolta di poesie di Alessandro Tumino, giornalista messinese della “Gazzetta del Sud”, promossa dalle associazioni Cara Beltà-Sicilia e Antonello da Messina, nell’ambito degli eventi legati alla cultura siciliana.

Martedì 5 luglio alle ore 18, nella chiesa di San Marco in Campidoglio a Roma, sarà presentato il libro  “La punta”, raccolta di poesie di Alessandro Tumino, giornalista messinese della “Gazzetta del Sud”, promossa dalle associazioni Cara Beltà-Sicilia e Antonello da Messina, nell’ambito degli eventi legati alla cultura siciliana.

Dopo i saluti di monsignor Renzo Giuliano, introdurrà e modererà i lavori Milena Romeo, giornalista, presidente di “Cara Beltà Sicilia” e direttore della rassegna “Cento Sicilie”; l’attrice teatrale, televisiva e cinematografica Mariella Lo Sardo, leggerà alcune liriche dell’Opera;  interverrà Melo Freni, giornalista, scrittore, poeta e saggista, già redattore capo del Tg1  e l’autore, dialogherà con il pubblico. Concluderà l’incontro il maestro Santi Scarcella con un contributo musicale.

 

Chi è Alessandro Tumino

Dal 1996 al 2017 Alessandro Tumino è stato un cronista dedito ogni giorno ai temi della città, dell’ambiente e della cultura, e soprattutto al recupero e alle valorizzazioni possibili di uno dei waterfront storicamente più belli ma anche più abbandonati d’Italia. Con questa ispirazione di fondo, tra centinaia di articoli, nel 2007 ha scritto un racconto breve dal titolo “Io, lui e Colapesce” ispirato, in chiave onirica, dal secolare e controverso tema della realizzazione del Ponte sullo Stretto. Con una localizzazione e ottica diversa, ha curato e scritto i testi, nel 2019, il video “La Real Cittadella, la rinascita di Messina”, un’opera al contempo giornalistica, documentaristica e dai toni poetici; artisticamente condivisa con il pianista Giovanni Renzo, l’attore Maurizio Marchetti, il cameraman Daniele Brigandì, dopo l’approfondimento di sopralluoghi tra le rovine della Falce, guidati dallo storico Franz Riccobono.

Nella primavera del 2021, sotto l’incalzare dei grandi dolori della vita, la malattia e poi la morte di persone care, Alessandro Tumino ha avvertito l’ispirazione poetica, scoprendo, in modo spiazzante, quella vocazione letteraria che aveva spesso avvertito dentro di sé, ma che aveva sempre puntualmente ricollegato al sogno di scrivere opere di narrativa. , oggi ripete sia pure ricordando le emozioni che le occasionali letture poetiche esercitavano su di lui. Così è arrivata, in un anno, una successione di poesie scritte su alcuni dei temi più difficili ed amati dell’esistenza e della poesia: la ricerca del senso, la voglia di innalzamento verso il divino, il dialogo e l’empatia con i sofferenti, la resurrezione come valore chiave, la memoria, l’infanzia. Una nota accomuna molte delle liriche: le metafore, i sogni, i miti ancestrali del mare di Torre Faro e della Punta di Sicilia  (da cui il titolo) e della laguna dello Stretto di Messina, con le reminiscenze di Omero, di Colapesce, dell’Horcynus Orca di Stefano d’Arrigo. Un universo che è un serbatoio immenso per ogni anima, luoghi senza i quali difficilmente, la poesia di Tumino avrebbe avuto la sua impronta più profonda.

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