Martedì, 23 Ottobre 2018
I DATI

Quasi 2 miliardi di debiti per i rifiuti, Musumeci: differenziata frenata da Palermo, Catania e Messina

«In Sicilia ho scoperto che ci sono 511 discariche e sappiamo che 5 o 6 di queste sono pericolose». Lo ha affermato nel pomeriggio in aula all’Ars il presidente della Regione Nello Musumeci a sala d’Ercole per riferire sulla tematica dei rifiuti in Sicilia.

«Non esiste, come previsto dalla legge, un piano regionale delle discariche e su questo stiamo lavorando. Sappiamo quante sono ma non sappiamo quali e quante siano compromettenti e costituiscono pregiudizio per la salute, per esempio che producono inquinamento delle falde acquifere».

«Per questa ragione - ha proseguito Musumeci - abbiamo istituito un ufficio speciale e stiamo lavorando per stipulare una convenzione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, attraverso cui capire quali discariche possono davvero essere inquinanti. Abbiamo anche riattivato il piano regionale per l’amianto, sospeso dal 2016 ed istituito un tavolo tecnico».

«Il freno alla raccolta differenziata è determinato dalle tre grandi aree metropolitane di Palermo, Catania e Messina. A Palermo siamo intorno al 15%, a Catania al 7,5%, a Messina al 15%. Siracusa che sembrava essere indietro, ha invece ha già superato il 22%. Ad oggi il risultato a livello di raccolta differenziata medio in Sicilia si attesta intorno al 30%: era al 21 % quando abbiamo assunto al guida di questa Regione».

«Se si escludessero dalla media regionale le tre città metropolitane, la media aumenterebbe al 40%», ha aggiunto, «su 390 comuni, solo 80 non raggiungono il 20% di differenziata.

«La principale causa dell’emergenza rifiuti in Sicilia - ha detto - è la scarsa o altre volte omessa raccolta differenziata da parte dei 390 comuni dell’Isola e delle 18 società per la regolamentazione dei rifiuti che prima dell’entrata in vigore della legge 9 del 2010, dai 27 Ato che hanno prodotto un risultato consistente: 1 miliardo e 850 milioni di debiti, circa 4 mila assunzioni molte delle quali senza alcuna selezioni pubblica», ha sottolineato il presidente Musumeci.

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