Lunedì, 14 Ottobre 2019
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LAVORO

Dipendenti regionali in Sicilia, firmato il contratto dopo 10 anni: aumento medio di 90 euro

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Regione Sicilia

Firmato nel pomeriggio il contratto di lavoro dei 13.800 lavoratori regionali in Sicilia. Era fermo da dieci anni. Il contratto prevede un aumento medio di 90,30 euro per il triennio 2016-2018 e sarebbero state favorite le fasce più basse.

«Siamo soddisfatti, i lavoratori attendevano stanchi. Era ora», afferma la Cisl in un tweet indicando che l'aumento è «nella media del rinnovo nazionale».

La firma arriva dopo una trattativa lunghissima. Il definitivo via libera è arrivato nella sede dell'Aran. L'aumento sarà mediamente di circa 90 euro al mese.

Il Siad, intanto, ha annunciato di non aver firmato l'accordo perchè "non sono state fornite adeguate risposte alle legittime aspettative del personale, sia in materia giuridica sia per quanto riguarda gli aumenti previsti, che non permettono neanche il recupero della perdita del potere di acquisto delle retribuzioni che il Governo aveva promesso", denunciando anche "la mancata previsione di norme per la riclassificazione, riqualificazione e/o per le progressioni verticali, che mortificano i dipendenti compressi in mansionari inadeguati e che sarebbero serviti per adeguare i dipendenti alle nuove esigenze organizzative del mondo del lavoro, anche attraverso il riconoscimento delle mansioni effettivamente svolte; nonché la mancata revisione delle indennità legate allo svolgimento di particolari funzioni professionali, anche se previste dalle leggi".

«Un risultato straordinario - evidenzia il presidente della Regione Nello Musumeci - con il quale restituiamo valore all’impegno dei lavoratori. In meno di un anno dall’accantonamento delle risorse e dalle direttive impartite dal Governo si è arrivati alla firma. Un ringraziamento al presidente dell’Aran Ninni Gallo e ai componenti e alle organizzazioni sindacali che hanno lavorato in sinergia con grande impegno». A esprimere soddisfazione per un traguardo tanto atteso anche l'assessore alla Funzione pubblica Bernardette Grasso. «Sono stati introdotti - sottolinea - nuovi criteri che premiano la meritocrazia e vanno nella direzione di valorizzare le risorse professionali dell’amministrazione regionale. Adesso, il prossimo passo è quello del rinnovo del contratto dei
dirigenti».

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