Sabato, 25 Gennaio 2020
stampa
Dimensione testo

Economia

Home Economia Export, Messina sul podio delle province che trainano il successo siciliano
IL DATO

Export, Messina sul podio delle province che trainano il successo siciliano

Nel 2018 l’export siciliano ha superato i 10 miliardi di euro, mettendo a segno un +15% rispetto all’anno precedente. E’ quanto rileva Sace Simest (gruppo Cdp) nella nuova Mappa dei Rischi - Settori e mercati opportunità per l’export siciliano, presentata a Catania.

Nel dettaglio, spiega Sace Simest, la crescita è stata trainata da tre settori chiave, che da soli rappresentano il 75% del valore totale delle esportazioni della Sicilia: i raffinati, che, con un +15,3% rispetto al 2017, hanno raggiunto i 6,3 miliardi di euro; la chimica, che ha fatto registrare un +14,4% per un totale di 1,1 miliardi; e alimentari e bevande, arrivati a circa 650 milioni con un +10,9%.

Sul podio per contributo all’export della Regione le province di Siracusa (6,7 miliardi di euro), Catania (oltre 1,5 miliardi di euro) e Messina (oltre 1,1 miliardi), che rappresentano l’87,2% del totale, mentre Palermo ha segnato la crescita più significativa con un +53,9%.

Nel 2018 i primi mercati di destinazione, complessivamente il 18,2% dell’export siciliano, sono stati la Turchia, dove le vendite sono aumentate del +47,3% rispetto al 2017 raggiungendo 689 milioni, gli Stati Uniti, con 679 milioni di euro e una crescita del +36,7%, e la Spagna, 577 milioni e una crescita del +21,5%.

Secondo Sace, per il 2019 i cinque settori principali dell’export siciliano (oltre a raffinati, chimica e alimentari e bevande, prodotti agricoli e apparecchi elettronici) potranno puntare a un’ulteriore diversificazione sul mercato globale, rivolgendosi a geografie anche al di fuori delle destinazioni tradizionali.

Stati Uniti e Spagna rimangono le destinazioni più strategiche per i raffinati, ma buone opportunità, con un profilo di rischio più alto, verranno dall’Algeria; evidenze incoraggianti per la chimica in Messico, Indonesia e Turchia; alimentari e bevande potranno intercettare la crescita della domanda asiatica (Giappone e Cina) e, a fronte di rischi più alti, brasiliana; i prodotti agricoli potranno puntare su Germania e Arabia Saudita e sulla Turchia; buone opportunità per i prodotti elettronici verranno, infine, da Filippine e Malesia e Russia.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook