Domenica, 08 Dicembre 2019
stampa
Dimensione testo
ACQUA E RIFIUTI

Il buco nero dei depuratori in Sicilia: impianti pochi e inadeguati

di

«Il 40 per cento dei cittadini non è servito da un depuratore e anche quando gli impianti ci sono succede che siano inattivi o funzionino male». Il presidente della commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali, Stefano Vignaroli, commenta amareggiato la situazione che sta trovando in Sicilia.

Una tre giorni di sopralluoghi e audizioni per capire da dove scaturiscono le procedure di infrazione europea e cercare di intervenire e in seguito alle inchieste sui dragaggi portuali e la depurazione delle acque reflue. «In Sicilia abbiamo trovato una situazione molto preoccupante rispetto alla depurazione delle acque reflue», spiega Vignaroli. «Il mare rappresenta una risorsa naturale fondamentale e di rara bellezza, ma si fa ben poco per tutelarlo e questo non è accettabile».

Il primo giorno la commissione ha svolto un sopralluogo nella rada di Augusta, nel Siracusano, esaminando anche la situazione della bonifica e dei diversi relitti presenti nell'area, di natura in parte civile e in parte militare. Sopralluogo anche all'impianto di depurazione Ias di Priolo, che tratta sia reflui urbani che industriali, al momento sotto sequestro della Procura.

L’impianto è oggetto di due procedimenti penali relativi all’inquinamento prodotto dalle emissioni diffuse e odorigene.

Ieri sopralluoghi in due depuratori della provincia di Messina: Mili e Milazzo. Presso l’impianto di Mili, la Commissione ha approfondito gli aspetti legati al funzionamento del depuratore, che al momento lavora al di sotto della propria capacità con la terza linea disponibile ma inutilizzata. Sono stati anche approfonditi i dettagli del progetto di revamping, che una volta realizzato dovrebbe permettere di aumentare l’efficienza depurativa. Ultimo sopralluogo al depuratore di Milazzo, approfondendone anche in questo caso l’operatività. L’impianto prevede il trattamento di reflui per circa 40mila abitanti, ma ad oggi è in grado di depurare correttamente solo il 50 per cento circa dei reflui in entrata. Per questo il depuratore è interessato dalla procedura di infrazione europea e sono in corso azioni per la sua messa in regola su disposizione del commissario straordinario alla depurazione Enrico Rolle.

Il depuratore in contrada Fossazzo di proprietà e gestione Comunale. Al momento è nella fase di espletamento della «procedura di gara per l’affidamento dei servizi integrati di progettazione esecutiva, direzione lavori, coordinamento per la sicurezza e servizi di rilievo e indagini a supporto della progettazione per l’intervento della seconda linea ristrutturazione e adeguamento dell’impianto». Interventi che saranno eseguiti con i fondi della delibera Cipe del 2012. Nel pomeriggio le audizioni alla Prefettura di Catania con i rappresentanti dell’Arpa.

Il sindaco di Catania Salvo Pogliese invierà una relazione alla commissione mentre oggi saranno ascoltati il viceprefetto vicario di Siracusa, Filippo Romano, ed i sindaci di Siracusa, Messina e Milazzo e rappresentanti di Confindustria.

© Riproduzione riservata

Scopri di più nell’edizione digitale

Dalla Gazzetta del Sud in edicola. Per leggere tutto acquista il quotidiano o scarica la versione digitale

LEGGI L’EDIZIONE DIGITALE

TAG:

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook