Mercoledì, 03 Giugno 2020
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Crisi da coronavirus in Sicilia, subito la Finanziaria regionale per sbloccare la spesa

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L'assessore all'Economia, Gaetano Armao

Nell’economia siciliana i settori particolarmente colpiti dall’emergenza coronavirus risultano i trasporti, il turismo, il settore alberghiero e il commercio al dettaglio, ma il perdurare delle misure di contrasto al virus stanno estendendo a tutti i settori sottoposti al vincolo di chiusura gli effetti recessivi. Emerge dalla relazione che l’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, ha presentato all’Ars.

Le previsioni sull’andamento dell’economia nazionale non potranno che determinare effetti peggiorativi su quello regionale, «superando la dinamica regressiva e spingendo la contrazione oltre il 7%». Questa prospettiva, spiega Armao, impone da un lato di approvare in tempi brevi un bilancio ed una legge di stabilità proiettata all’emergenza, ma soprattutto «di approntare a livello regionale e concordare a livello nazionale massicce misure di supporto alla domanda e di iniezione di liquidità».

Nell’immediatezza sono state assunte alcune iniziative sul piano economico per il sostegno alle imprese (la moratoria sui mutui d’intesa con l’Abi-Sicilia, estesa a Crias, Ircac ed Irfis; la misura straordinaria di liquidità affidata ad Irfis, con l’impiego di 30 milioni di euro per contributi in conto interessi a finanziamenti da 100 mila euro alle imprese al fine di rafforzare il capitale circolante). E poi ancora il bando sui tranched-cover/garanzie di portafoglio per 25 milioni, con l’obiettivo di garantire finanziamenti per 250 milioni, l’incremento di ulteriori 100 milioni per la garanzia sui crediti.

Risulta tuttavia essenziale, per la Regione la definizione del negoziato finanziario con il ministero dell’Economia e le Finanze. In tema di fondi europei e di coesione, l’assessore ha sottolineato l’esigenza che nella loro riprogrammazione si dovrà rispettare l’allocazione delle attuali dotazioni finanziarie e la loro destinazione regionale. Ha concluso Armao: «Siamo chiamati, quindi, a dare alla Sicilia - e come da tempo ribadito nel più breve tempo possibile - un bilancio ed una legge di stabilità che sblocchino la spesa, mobilitino risorse ed investimenti, offrano strumenti e misure per affrontare recessione e disagio sociale».

E tra i settori piegati dalla crisi c’è anche “La Rete Latitudini”, unita agli altri organismi attivi nel settore dello spettacolo dal vivo siciliano, per un totale di oltre 90 enti. Sono già due le proposte organiche di misure eccezionali suggerite alla Regione per affrontare e superare lo stato di profondissima crisi dell’intero settore (teatro, musica e danza), causata dal blocco totale a tempo indeterminato di ogni attività.

In primo luogo si sollecita l’immediato pagamento dei contributi, già stanziati e assegnati per gli anni passati. In seconda battuta si chiede la semplificazione e lo sveltimento delle procedure di assegnazione e pagamento dei finanziamenti dal 2020 in poi. A breve si terrà un incontro tra l’Assessore regionale Manlio Messina e i rappresentanti dell’intero comparto per chiedere la modifica dei criteri dei contributi per il biennio 2020/21, che per forza di cose non potranno finanziare una programmazione ormai puramente ipotetica per il perdurare dell’emergenza. Dovranno essere piuttosto sostenere delle imprese, alla tutela degli assetti occupazionali e agli investimenti per la ripresa dell’intero settore. Intanto anche i deputati pentastellati hanno chiesto alla Regione di fronteggiare la crisi del florvivaismo

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