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IL PROGETTO

Centro commerciale di Zafferia a Messina, mancano due passaggi: investimento da 100 milioni

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Potrebbe essere uno dei primi atti firmati dal sindaco nel momento in cui rientrerà ufficialmente a Palazzo Zanca, dopo la sua lunga assenza legata a motivi familiari. La sottoscrizione del documento di addendum al protocollo d’intesa tra il Comune e l’Itc-Iniziative Commerciali Srl è, di fatto, l’ultimo passaggio burocratico da superare, assieme alla convenzione che verrà stipulata con il Consorzio Autostrade. Poi, la società, che è subentrata dopo il fallimento di Italcantieri e che è collegata al Gruppo ImmobiliarEuropea che fa capo all’editore dell’Unione Sarda Sergio Zuncheddu, potrà mettere mano alla realizzazione del grande Centro commerciale di Zafferia.

Si tratta attualmente del più rilevante investimento economico-finanziario previsto a Messina, con uno stanziamento complessivo di circa 100 milioni di euro, una previsione di oltre 400 posti di lavoro e di 300 tra tecnici e operai impegnati nel cantiere. ll progetto prevede una piastra commerciale che si sviluppa interamente su un unico piano, per un dimensionamento complessivo di quasi 40 mila metri quadrati di superficie coperta. Le attività includono un ipermercato, medie e grandi superfici con insegne leader nello sport, elettronica, tessile e abbigliamento, servizi, ristorazione e circa 60 negozi di vicinato. Ma non solo. È prevista, infatti, una vera e propria riorganizzazione della viabilità tra la tangenziale e la Statale 114, con la costruzione di un nuovo svincolo e di una serie di altre infrastrutture (strade di collegamento e rotatorie) con consistenti oneri a carico del privato.

«Nonostante il periodo difficile e l’emergenza sanitaria la società crede in questo investimento, che darà lavoro a centinaia di persone e dopo la firma dell’addendum con il Comune e della convenzione con il Cas, è pronta a partire», afferma l’avvocato Nicolò D’Alessandro, il legale che da più di un decennio sta seguendo l’evolversi delle procedure. Un iter che si protrae ormai da lungo tempo, visto che il progetto originario risaliva addirittura all’inizio del Duemila (fu inserito nel famoso Prusst predisposto dall’allora assessore ai Lavori pubblici, poi city manager, Gianfranco Scoglio, oggi sovrintendente dell’Ente Teatro) e poi venne approvato all’epoca in cui il Comune era retto dal commissario straordinario Gaspare Sinatra.

Fu la Italcantieri a proporre la realizzazione dell’ipermercato ma nel 2010 la società presieduta dall’imprenditore calabrese Ruggeri (allora era anche presidente della squadra di calcio dello Spezia) fu posta sotto procedure fallimentari e da allora è subentrata la Itc. Nel 2011 venne sottoscritto il primo protocollo d’intesa dall’allora sindaco Giuseppe Buzzanca, seguì nel 2012 l’approvazione della variante al Piano regolatore generale riguardante la realizzazione del raccordo viario tra autostrada e Statale 114. Nel gennaio del 2016 il progetto definitivo fu esitato dall’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Accorinti. Responsabile unico del procedimento era l’ing. Raffaele Cucinotta, il dirigente comunale del Dipartimento Urbanistica coinvolto poi nell’inchiesta legata all’Operazione Beta.

Tante vicissitudini, dunque, nell’arco di due decenni. Gli ultimi significativi step erano stati compiuti prima dell’esplodere della pandemia. Nel febbraio 2020 si era tenuta la conferenza dei servizi, promossa dallo Sportello unico attività produttive della Regione, al termine della quale erano state acquisite le varie autorizzazioni mancanti. E alla fine del mese di marzo, dopo l’incontro svoltosi a Palazzo Zanca, alla presenza del vicesindaco Salvatore Mondello, del presidente della VI Commissione consiliare Biagio Bonfiglio e del presidente della società Ccr Srl del gruppo Immobiliareuropea Spa, Carlo Ignazio Fantola, il sindaco De Luca ribadì la volontà dell’Amministrazione comunale di sbloccare l’iniziativa privata per un progetto che avrebbe grandi ricadute, sul piano socio-economico e sull’organizzazione viaria della zona sud: «In 18 mesi – affermò De Luca – abbiamo fatto tutto ciò che non era stato fatto in 18 anni».

In effetti, le carte che l’Amministrazione ha trovato sul tavolo erano, per molti aspetti, vecchie e da aggiornare, a partire dal protocollo d’intesa risalente al novembre 2011. Per questo, si è reso necessario procedere ad una revisione, quell’addendum che nella prima decade di luglio dovrebbe essere definitivamente sottoscritto dalla Giunta e dai rappresentanti della società. Il Consiglio, durante i lavori della Commissione Urbanistica, ha dichiarato di essere favorevole all’investimento, come aveva sottolineato in quell’occasione il presidente Biagio Bonfiglio, «trattandosi di un’opera strategica per la città di Messina in grado di generare sviluppo nel settore commerciale e di riqualificare la zona sud, determinando ricadute occupazionali sia nel settore che nell’indotto».

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