Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Nuova gestione della rete in Sicilia ma il marchio Coop resiste

Il marchio Coop non sparirà dalla vetrina della grande distribuzione in Sicilia. Il Gruppo fa un passo indietro in una logica di riassetto della rete di vendita nell’Isola, ma senza uscire dalla scena del mercato siciliano. Coop Alleanza 3.0 in Sicilia corregge così lo scenario fosco tracciato dai sindacati (ieri i timori espressi da Marianna Flauto della Uiltucs) e dal deputato M5S, Siragusa, che avevano ventilato riflessi pesanti sull’occupazione.

E invece, sostiene il Gruppo, «prosegue speditamente l’attuazione de piano di rilancio della cooperativa varato nel 2019 con orizzonte temporale 2023 che ha già raggiunto i primi importanti obiettivi, tra cui il dimezzamento della perdita e una netta inversione di tendenza di tutti i principali indicatori di bilancio».

Il piano di rilancio garantisce «l’occupazione, seguendo un criterio di forte responsabilità sociale che, da sempre, contraddistingue Coop». In questo contesto si inserisce la decisione di dare avvio ad un piano di riassetto della rete di vendita di Coop Alleanza 3.0 in Sicilia «che soffre da tempo di andamenti strutturali in costante perdita, oggi non più sostenibili economicamente».

La strategia prevede «la gestione dei 12 punti vendita della Sicilia tramite un accordo di franchising che ne affiderà la gestione a un imprenditore locale con esperienza nel settore»: «Una soluzione che ha come obiettivo il duplice vantaggio di salvaguardare appieno l’occupazione e mantenere la presenza del marchio Coop in Sicilia, rilanciando la centralità dei prodotti, preservando al contempo tutti i vantaggi per i soci e i clienti».

La trattativa con un imprenditore locale è a un passo dalla svolta. Secondo il modello contrattuale la rete di vendita Coop «deve rispettare requisiti precisi: presenza territoriale, reputazione e rispetto della legalità, affidabilità economico-finanziaria. L’imprenditore inoltre si deve impegnare a garantire il rispetto dei contratti collettivi nazionali, e degli standard Coop su: norme igienico-sanitarie, diritti dei lavoratori, adesione a normative nazionali e locali su – ad esempio – attività commerciali, urbanistica, uso dei marchi». Una mossa che - secondo Coop Alleanza 3.0. - , ha scongiurato «la chiusura dei negozi, garantendo continuità alla presenza del marchio Coop al sud, impatto zero sull’occupazione e una ritrovata sostenibilità economica che ci consenta di proseguire nel percorso di rilancio della cooperativa».

© Riproduzione riservata

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