Domenica, 29 Novembre 2020
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Messina, manifestazione contro Dpcm, SICobas: "Crisi sulle spalle dei lavoratori"

Anche a Messina come in decine di piazze di tutta Italia, i lavoratori, i precari e i disoccupati, si sono dati appuntamento alle 10.30 davanti al Comune per prendere parte alla mobilitazione nazionale del "Fronte Unico di classe " e ribadire, quindi, "contrarietà alle politiche messe in campo dal Governo Nazionale a difesa degli interessi dei padroni Confindustria".

"Si sta reagendo a questa crisi pandemica trasformandola in crisi ancora una volta sulle spalle dei lavoratori, con espulsione silenziosa di tutti i precari che hanno visto scadere i contratti, con Confindustria che reclama una nuova strage di licenziamenti e che non ha mai consentito la chiusura di una fabbrica, col consenso del Governo e dei sindacati complici, alla faccia dell’epidemia e sulla pelle dei lavoratori", si legge ancora nella nota del Fronte Popolare Autorganizzato - SICobas Messina.

"Questo virus da solo ha già messo in luce il danno di decenni di tagli ed esternalizzazioni per sanità pubblica, scuola, trasporti e servizi pubblici in genere, e certo la strada adesso non può essere quella di nuovi licenziamenti e tagli delle condizioni lavorative e salariali, in un quadro che è già di disoccupazione e sofferenza salariale di massa. Quindi era doveroso ribadire che alla chiusura di attività lavorative il governo deve fronteggiare con cassa integrazione al 100% e indennità. La fine delle esternalizzazioni e la ripresa dei servizi pubblici, a cominciare da scuola, sanità e trasporti pubblici, un no deciso al precariato, meno profitti, più lavoro e più salario. In Sicilia, poi, la fase di emergenza è superata da un pezzo ma si continua a tagliare e licenziare. Non se ne può più", prosegue la nota.

"Basta con privatizzazioni, licenziamenti, precarietà, sfruttamento, disoccupazione, orari di lavoro infiniti e stipendi da fame. Davanti ad un nuovo ulteriore attacco alle condizioni di massa, oggi lavoratori e sindacati combattivi hanno cominciato ad organizzarsi in tutta Italia, anche a Messina, e hanno dato il via a quella strategia di fronte comune necessaria per riconquistare diritti e condizioni, mettendo già nel mirino la costruzione di un vero sciopero generale", conclude la nota.

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