Domenica, 03 Luglio 2022
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L'OMAGGIO

Taormina si emoziona: “Ciao Franco caro...”. A Battiato, che sempre rimarrà con noi

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«Immaginarti ancora così creativo e determinato ci rende tutto più sopportabile. Se avessi deciso di andartene noi non ti avremmo mai permesso di farlo. Quindi, Franco caro, resta». Messaggio commosso e commovente dell’amico Renato Zero a Franco Battiato, ad un anno dalla sua scomparsa. Ma il grande cantautore, per gli amici Franco, come tutti gli artisti capaci di leggere nel loro tempo e anticipare nuovi orizzonti, non se n’è andato davvero, e ancora una volta ha emozionato al Teatro Antico di Taormina attraverso le testimonianze in musica e parole dei suoi amici più prossimi e di chi ha condiviso con lui pezzi di vita e momenti artistici significativi.
“Ciao Franco… Over and over again” è stato infatti un evento unico nel suo genere, che ha regalato al numeroso pubblico presente – in quel teatro che tante volte ha fatto riecheggiare le sue canzoni – il ritratto di un artista e di un uomo geniale e carismatico al punto da lasciare il segno, ma umile nel suo relazionarsi; un cantore delle passioni, ma anche di quella tensione ascetica capace di sublimarle.
Tanti i ricordi per renderlo vivo e presente, nel corso della serata organizzata e promossa, assieme ad Orietta Piazza, dal tastierista acese Angelo Privitera, amico e compagno d’arte di Battiato per più di trent’anni. Un lungo amarcord di tre ore, in cui la musica, accompagnata da contributi video e audio con la voce dello stesso Battiato, si è alternata alle testimonianze, in presenza e da remoto, di amici e artisti.
Tanti i brani storici eseguiti da Privitera al piano e alle tastiere assieme all’ensemble d’archi Nuovo Quartetto Italiano, che ha accompagnato l’artista per anni, con il prezioso contributo dell’Orchestra del Conservatorio Vincenzo Bellini di Catania (diretta dal Maestro Francesco Libetta) e la voce del cantautore Fabio Cinti, Targa Tenco 2018 per “La voce del padrone – Un adattamento gentile”, dallo stile interpretativo molto simile a quello del grande maestro.
E sono proprio “Segnali di vita” e “Gli uccelli”, due gioielli del capolavoro del 1981 – che consacrò il successo di Battiato, diventando il primo disco italiano a superare il milione di copie – ad aver inaugurato la parte musicale, che ha riproposto anche “Prospettiva Nevski”, “La stagione dell’amore”, “No time, no space”, “L’animale” e “I treni di Tozeur”, quest’ultima anticipata da un contributo audio dove lo stesso Battiato ne rievocava con ironia la presentazione all’Eurovision Song Contest 1984, in coppia con Alice. In scaletta anche “Luna indiana”, “Un’altra vita”, ”L’oceano di silenzio”, “Povera patria”, “L’ombra della luce”. E, inoltre, “Il re del mondo”, “Lontananze d’azzurro” e “La cura”, dove, dopo il primo ritornello, la voce di Cinti ha lasciato spazio a quella di Battiato.
Ospiti della serata Red Canzian, chitarrista nel suo gruppo Osage Tribe nel 1973, e Carmen Consoli, amica personale di Battiato, che hanno eseguito rispettivamente “Bandiera bianca” e “Tutto l’universo obbedisce all’amore”, duetto del 2008, ricordando i loro trascorsi con l’artista. La testimonianza da remoto di Vincenzo Mollica ha invece introdotto “E ti vengo a cercare”, che Battiato, durante un concerto alla Sala Nervi del Vaticano nel 1989, di fronte a Giovanni Paolo II, cantò con voce spezzata dall’emozione, per la consapevolezza di essere lui stesso – come ha raccontato il grande giornalista – «un’immagine divina di questa realtà».
Significative anche le testimonianze del discografico Emi Michele Di Lernia, che ha ricordato con ironia il rapporto con Battiato, iniziato nel 1979 con “L’era del cinghiale bianco”, e di Padre Guidalberto Bormolini, guida spirituale negli ultimi dieci anni di vita, che ha raccontato il Battiato credente, capace di veicolare con la musica i grandi temi della mistica.
Toccante ricordo di Maria Carmela Reitano, madre di Riccardo, giovane prematuramente scomparso, che Battiato andò a trovare in ospedale. In collegamento dall’Oregon l’ingegnere del suono inglese Ben Fenner, che ha rievocato la collaborazione ventennale con Battiato, iniziata nel 1988 con l’album “Fisiognomica”.
Gran finale con, in sequenza, “L’era del cinghiale bianco”, “Cuccuruccucù” , “Centro di gravità permanente” e “Voglio vederti danzare”. L’allestimento è stato curato dalla scenografa messinese Francesca Cannavò. Patrocinata dall’Assessorato Regionale dei Beni Culturali, la serata è stata realizzata col sostengo del Parco Archeologico Naxos Taormina e la collaborazione della Fondazione Taormina Arte.

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