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Atm di Messina, è scontro fra De Luca e i sindacati

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Cateno De Luca

Tra il sindaco De Luca e i sindacati è ormai guerra aperta. Il nuovo affondo arriva, ancora una volta, sul fronte Atm: “I sindacati sono per la legalità o per l’illegalità?”, attacca De Luca. Il tema è quello delle assunzioni.

Il sindaco ripercorre alcuni passaggi relativi ai trasferimenti comunali all’Atm, che l’amministrazione Accorinti ha ridotto da 50 milioni annui a 37 milioni. Le 74 assunzioni interinali previste a luglio dall’azienda (e poi bloccate da De Luca) erano però fondate, spiega il sindaco, sul piano che prevedeva 50 milioni, e non 37.

“L’Atm - è l’accusa di De Luca - ha operato in violazione delle regole contabili per assumere amici e parenti della politica e delle organizzazioni sindacali. Le 74 assunzioni effettuate con la società interinale erano prive di copertura finanziaria e tutti lo sapevano. Preciso che il consiglio comunale, tra l’altro, non ha mai approvato i bilanci di Atm dal 2012 al 2017. Mi sono stancato di subire minacce ed avvertimenti anche di queste 74 persone che mi accusano di averli fatti ingiustamente licenziare. Mi sono stancato di essere paragonato ad un criminale sociale da parte dei sindacati che continuano a dire falsità nella evidente loro connivenza. Mi sono stancato delle pressioni sindacali tendenti a difendere l’illegalità e ad alimentare l’odio di queste persone nei miei confronti. Mi sono stancato dell’ostruzionismo di alcuni autisti Atm (qualcuno si rifiuta di fare straordinario altri si mettono in malattia) per creare disservizi in quanto hanno amici e parenti in quei 74 lavoratori interinali che dovremmo assumere a tutti i costi per garantire sotto minaccia un buon livello di servizio”.

Quindi il passaggio più duro: “Anche questa è un’altra forma di pressione che rasenta la mafiosità. Visto che il buon governo viene scambiato per macelleria sociale, invito il cda dell’Atm a procedere alle denunzie del caso all’autorità giudiziaria”. Parole che inaspriranno ancor di più un clima già tesissimo.

Sull'edizione della Gazzetta del Sud di oggi un approfondimento di Domenico Bertè.

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