Mercoledì, 18 Settembre 2019
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APPROVATA LA LEGGE

In Sicilia politici obbligati a dichiarare di essere massoni

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Approvato il disegno di legge all'Assemblea regionale siciliana che obbliga i deputati regionali a dichiarare la loro appartenenza alla massoneria. La maggioranza, nonostante il tentativo di frenare la norma, è stata travolta in aula dal voto.

L'Ars ha ignorato l'appello del Grande Oriente d'Italia che voleva scongiurare l'approvazione di una che considera "legge liberticida". L'Assemblea regionale, infatti, ha avallato la norma che obbliga i deputati a dichiarare la loro appartenenza alla massoneria (39 favorevoli). Bocciati tutti gli emendamenti della maggioranza, strada spianata alle proposte - targate M5s - che estendono l’obbligo oltre che al presidente della Regione, ai componenti della giunta e ai parlamentari regionali, anche ai sindaci, agli assessori comunali e ai consiglieri comunali e circoscizionali. Durante il dibattito il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè ha sollevato dubbi sulla legittimità degli emendamenti inseriti dai "grillini" e ratificati dal voto. «Non possiamo intervenire imponendo regole a chi è già stato eletto in un altro consiglio, in un altro ente locale», ha detto Miccichè.

Tesi accolta da Antonello Cracolici (Pd): «Sono gli statuti degli organi elettivi a doversi autodisciplinare, stiamo eccedendo il limite della nostra funzione. Io votero contro perché non sono convinto». Polemico anche il capogruppo di FI Giuseppe Milazzo: «Qui si vuole penalizzare solo una categoria - ha detto Milazzo, che ha tentato di raccogliere firme per una pregiudiziale di incostituzionalità sul ddl - perché non inserire l’obbligo di dichiarare l’appartenenza ad altre associazioni, come i cavalieri di Malta o l’Opus Dei? Mancano i principi di generalità e astrattezza sulla norma che serve solo a consumare un capriccio penalizzando una categoria». Dura la reazione del capogruppo Udc Eleonora Lo Curto: «Violiamo norme europee, questa legge è una vergogna». Ma la maggioranza è franata, travolta da un voto che riflette la debolezza di una coalizione senza bussola.

L'approvazione della norma che impone a deputati regionali, sindaci, consiglieri comunale e circoscrizionali, di rivelare la loro eventuale iscrizione alla massoneria, ha scatenato l'ira del Grande Oriente d'Italia. "Oggi in Sicilia è stata scritta una pagina nera per la Democrazia e la libertà d’associazione nel nostro Paese. La legge votata dall'Ars - scrive il Gran Maestro Stefano Bisi - è qualcosa di mostruoso sul piano giuridico e morale. Si tratta di un provvedimento molto grave e pericoloso, perché viola norme costituzionali ed europee e mina palesemente alla base la libertà di ogni individuo. Ci meravigliamo che un così aggressivo e discriminatorio atto legislativo sia stato avallato anche da forze e partiti che da sempre hanno sbandierato la loro laicità nel pieno rispetto della Costituzione Repubblicana. Ricordiamo che già nel 2007 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo aveva condannato lo Stato Italiano dando ragione al ricorso presentato dal Grande Oriente d’Italia nei confronti di una legge della Regione Friuli Venezia Giulia che fissava regole e norme per le nomine a cariche pubbliche, prevedendo che chi avesse voluto ricoprire determinate cariche doveva dichiarare l’appartenenza a società segrete di tipo massonico. Stavolta la Sicilia ha voluto superare ogni limite del diritto e del buonsenso. I liberi muratori del Grande Oriente d’Italia percorreranno tutte le vie legali necessarie perché un simile provvedimento -che ghettizza e marchia in modo inqualificabile e pretestuoso i massoni - venga rimosso".

 

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