Mercoledì, 20 Novembre 2019
stampa
Dimensione testo
PARTITI

Pd, presentato un ricorso contro l'elezione di Faraone a segretario in Sicilia

pd sicilia, segretario pd, Davide Faraone, Teresa Piccione, Sicilia, Politica
Davide Faraone

Con un ricorso presentato, stamani, alla commissione regionale di garanzia del Pd, presieduta da Giovanni Bruno, gli esponenti dem Vincenzo Lo Re, Agata Teresi, Franco Nuccio e Domenico Pirrone (membri della commissione regionale per il congresso) chiedono di dichiarare "nulla" la comunicazione dell’elezione di Davide Faraone a segretario del partito siciliano e «fuori termine» la presentazione delle liste con i 180 candidati all’Assemblea regionale.

Nel ricorso, gli esponenti dem contestano al presidente della commissione regionale per il congresso, Fausto Raciti, di avere violato le procedure che erano state stabilite per l’acquisizione delle liste con i candidati all’Assemblea regionale del partito. In particolare, si rileva, che gli elenchi sarebbero stati depositati oltre le ore 15 del 13 dicembre, scadenza fissata per delibera e prorogata alla 20, secondo i ricorrenti, in modo arbitrario dal presidente Raciti. E ancora: Raciti, adducendo motivi di privacy, avrebbe negato le liste alla commissione per il congresso che avrebbe dovuto accertarne i requisiti.  Inoltre, si legge nel ricorso, la proclamazione del segretario spetta all’Assemblea e Raciti non avrebbe potuto nemmeno procedere, come ha fatto, alla comunicazione del nome del nuovo segretario. Il ricorso sarà esaminato nei prossimi giorni.

«Avremmo preferito che il voto terminasse con le primarie nei gazebo ripartendo in maniera determinata con una grande partecipazione». Lo ha detto Davide Faraone, in mattinata, nel corso di una conferenza stampa, nella sede del Pd regionale in via Bentivegna, dopo la proclamazione a segretario regionale, in seguito al ritiro dell’altra candidata Teresa Piccione, sostenuta da Giuseppe Lupo e Antonello Cracolici. Ai giornalisti che hanno chiesto se si sente un segretario illegittimo, cosí come lo ha definito la Piccione, Faraone ha replicato: «Il tema che riguarda la legittimità e il regolamento compete agli organismi incaricati e credo che sia un modo corretto di interpretare la democrazia al nostro interno. Non compete a me dire se sono legittimato - ha sottolineato - dal punto di vista statutario ci sono gli organismi che io rispetto».

«Ho rifiutato la logica dei caminetti e dei salotti. Ci avevano proposto un accordo fittizio, nel chiuso di una stanza. Non abbiamo chiesto a nessuno degli esponenti nazionali a supportare la mia campagna nelle primarie. Abbiamo visto in Sicilia Andrea Orlando e Dario Franceschini - ha aggiunto Faraone - Qua non vedrete nessun big nazionale».

"Dobbiamo tenere unità la comunità del Pd ed anzi aprirci per allargare la platea di quanti - ha affermato - non si sentono rappresentati da questo governo di leghisti e grillini. E' nostra intenzione piuttosto valorizzare le donne e non capiterà di avere un organismo con una donna in meno rispetto a un uomo».

«Avremmo preferito che la campagna per le primarie finisse con il voto nei gazebo, cosí non è stato e mi dispiace perché il Pd è nato con le primarie». Lo ha detto Davide Faraone neo segretario del Pd in Sicilia, che oggi ha simbolicamente riaperto la sede del partito di via Bentivegna, chiusa da mesi. «Abbiamo bisogno di ripartire, di un partito che ha bisogno di essere rimesso in piedi, abbiamo preso una batosta il 4 marzo e qualcuno forse non se ne è accorto - ha aggiunto Faraone - abbiamo bisogno di dare segnali di rottura e la mia candidatura è stata controcorrente. La politica deve tornare ad occuparsi del territorio, dei luoghi dove siamo nati. Dobbiamo ricostruire le condizioni affinché il Pd torni a vincere, ci sono le energie per farlo e lo dobbiamo fare ripartendo dalla base e senza polemiche», ha detto Faraone.

«Il Pd come lo voglio io sarà aperto, che si rivolge alle ragazze e ai ragazzi, a chi vuole creare ricchezza senza stare sdraiati sul divano a prendere la paghetta, che si rivolge alle persone che hanno bisogno. Questo è il Partito democratico nuovo di cui c'è bisogno anche in Sicilia e io non starò mai nelle stanze frequentate dai vari Di Maio o Toninelli. Non frequenterò mai gli stessi luoghi frequentati dal M5S. Io sono alternativo a loro e a Salvini». E sulle polemiche che lo hanno portato al nuovo incarico, Faraone ha affermato: «Non sono mie le polemiche, sono in campo fino all’ultimo. Se non si tengono le primarie non è certo colpa mia. Io la competizione la volevo portare avanti fino in fondo, se l'avversario si ritira non può essere imputato a me, sono qui e credo che dobbiamo ricostruire un partito dagli elettori e dai cittadini». E ai cronisti che hanno chiesto se il Pd si sta avvicinando a Miccichè (che aveva partecipato alla Leopolda siciliana, ndr) Faraone ha risposto: «Perché continuate a buttarla sul nome di Miccichè? Tutti i moderati e i riformisti avranno in noi un punto di riferimento. Queste operazioni non funzionano. Se tu offri la somma di politici e notabili è un prodotto scadente, altra cosa è se diventi il polo attrattore unico di quelli che sono alterativi al M5S e alla Lega e. Tutti i moderati avranno in noi un riferimento, questo sì che mi appassiona», ha sottolineato Faraone.

«Fa specie ed è paradossale sentire dire che 'il Pd è morto', da chi lo ha gestito a livello nazionale e regionale e ora si ritiene segretario, senza che nessuno che l’abbia votato: né iscritti né elettori». Lo afferma Teresa Piccione parlando, sottolinea, «semplice iscritta al partito in Sicilia», dopo essersi ritirata dalla competizione delle primarie per la segreteria regionale. «Ci dica allora Faraone - si chiede Piccione - ma il colpevole chi è? Ha dichiarato che non starebbe mai con Luigi Di Maio e il Movimento 5 stelle, così come con la Lega di Matteo Salvini. Mi aspetto che lo dica anche di Forza Italia e di Gianfranco Micciché». Da domani Teresa Piccione inizia un tour tra le città siciliane per «raccontare agli iscritti e agli elettori la verità sullo stato del Pd e in vista delle primarie nazionali». L'appuntamento è alle 10 al Grand hotel Mosè al Villaggio Mosè di Agrigento. Lunedì alle 16 sarà all’Istituto Gramsci ai Cantieri Culturali della Zisa in via Paolo Gili 4 a Palermo, e mercoledì alle 17 nella chiesa di Santa Maria Alemanna a Messina.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

Correlati

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook