Martedì, 20 Agosto 2019
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REGIONE

Le scorie politiche della Finanziaria in Sicilia, resa dei conti in Forza Italia

di
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L'Assemblea Regionale Siciliana

Più che una Finanziaria la manovra approvata dall’Ars è una cambiale. I tagli che avevano svuotato settori strategici, dall’agricoltura alla cultura, sono stati coperti da una promessa, da un “pagherò” vincolato all’accordo tra Stato e Regione.

Sul piano politico il governo regionale si è dovuto arrendere più volte di fronte all’Assemblea, all’interno della quale un centrodestra friabile ha prestato il fianco alle operazioni trasversali, orchestrate per bocciare alcuni assessori troppo esuberanti. Paradossalmente gli alleati più affidabili di Musumeci sono stati i due deputati di “Sicilia Futura”, D’Agostino e Tamajo, ormai stabilmente organici alla giunta regionale.

Ma l’approvazione della Finanziaria ha scavato solchi e seminato tossine destinate a scuotere il quadro politico. Soprattutto in Forza Italia. Non è solo la delusione del deputato messinese Tommaso Calderone, più volte critico nei confronti di un partito fantasma che in un anno non ha mai riunito il gruppo parlamentare all’Ars. Il malessere è più ampio e radicato tra i parlamentari di Forza Italia, emarginati dal confronto sulla Finanziaria.

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