Mercoledì, 23 Ottobre 2019
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LO SCONTRO

Polemica sui costi dell'Ars, botta e risposta tra Miccichè e i 5 Stelle

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L'Assemblea Regionale Siciliana

«Ho dato mandato agli avvocati di querelare per vilipendio all’Ars il gruppo parlamentare del Movimento 5 stelle, perchè sono stati dati in pasto all’opinione pubblica cifre false sui costi del Parlamento siciliano. Chiedo, inoltre all’onorevole Stefano Zito di dimettersi dal Consiglio di presidenza dell’Assemblea, perchè conoscendo il bilancio non può continuare a dire falsità». Così il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, chiarendo ulteriormente le mosse che intende compiere nei confronti del M5s che ieri ha presentato un dossier nel quale sostiene che l’Ars costa mille euro al minuto a fronte di una scarsa produttività.

«Dati falsi? Li abbiamo presi da fonti ufficiali dell’Assemblea. Miccichè ci querela? Siamo noi a querelare lui. Lui lo faccia pure e poi si dimetta». Rispondono così deputati regionali del M5s alle dichiarazioni del presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè. «Tutti i dati che abbiamo presentato in conferenza stampa - dice il deputato Stefano Zito - provengono da fonti ufficiali dell’Ars, Miccichè non sposti il focus della questione, abbiamo denunciato i costi solo per accendere i riflettori sull'inaccettabile improduttività dell’aula. Se avessimo fatto leggi per risollevare la Sicilia, nessuno si sarebbe scandalizzato dei costi. Il problema è che quest’Assemblea, oltre alle leggi obbligatorie, non ha cavato un ragno dal buco, mentre la Sicilia affonda. Noi la nostra parte l’abbiamo sempre fatta, non a caso siamo il gruppo nettamente più prolifico dell’Assemblea e i più presenti nelle commissioni».

A ruota seguono le dichiarazioni di altri parlamentari grillini «Miccichè - afferma il capogruppo Francesco Cappello - ci querela? Lo faccia pure e poi si dimetta, non è degno di rappresentare quest’Assemblea che lavora col contagocce, che è in eterna sessione di bilancio e con una conferenza di capigruppo che non si riunisce da tempo nemmeno per programmare i lavori. Intanto saremo noi a querelare lui che ci ha definiti farabutti e ci ha pesantemente offeso». «Miccichè - continua Cappello - dice, tra l’altro, che è falso che restituiamo parte dei nostri stipendi? Peccato per lui che ci sono ben sette progetti che lo testimoniano e perfino opere pubbliche, fatte con i nostri soldi, quando il governo che lui sostiene non riesce a farle neppure con soldi pubblici. Piuttosto che fare le pulci alla restituzione dei nostri soldi, Miccichè guardi quanto non restituiscono tutti i suoi colleghi, che sempre si sono sottratti ai nostri appelli e persino ai suoi, se è vero, come è vero, che una richiesta ufficiale del presidente dell’Ars, che sollecitava a tutti i deputati una donazione una tantum di pochi euro, è rimasta lettera morta».

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