Giovedì, 17 Ottobre 2019
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L'ANALISI

Politica, lobby e infrastrutture: i tanti interessi intorno all'Autorità portuale dello Stretto

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È una partita dietro la quale ve ne sono tante altre. E la posta in palio è pesante, molto più di quanto si immagini. Sull’Autorità di sistema portuale dello Stretto, infatti, gravitano forti interessi, notevoli risorse, opere rilevanti e prospettive future di dimensione internazionale - come riporta la Gazzetta del Sud oggi in edicola. E allora vediamole le partite in corso o quelle che ancora devono cominciare.

La prima si gioca tutta sul piano politico. Il ministro Danilo Toninelli, scegliendo il nome di Mario Paolo Mega (ingegnere pugliese, attualmente dirigente all’Autorità portuale di Bari), ha raccolto le indicazioni di Assoporti, la potente associazione che determina da anni il destino dei porti italiani.

Nello Musumeci per due ragioni essenzialmente: la sua Giunta è di tutt’altro colore politico rispetto al Governo nazionale e i rapporti, su molti fronti, si vanno facendo sempre più tesi. Dall’altro lato, sul presidente della Regione siciliana c’è il pressing, nemmeno tanto nascosto, di chi vorrebbe che fosse nominato un uomo legato al territorio.

Per quanto riguarda l’altra sponda, è il discorso è diverso. Il presidente Mario Oliverio, nelle scorse settimane, ha fatto ricorso non tanto contro la nomina di Mega, quanto contro l’intero percorso che ha portato all’istituzione della XVI Autorità di sistema portuale e all’accorpamento di Reggio Calabria e di Villa San Giovanni con Messina e Milazzo.

La seconda partita è quella giocata dalle varie lobby del settore, dagli armatori privati alle sempre più influenti compagnie delle grandi navi da crociera. È evidente che sia il Gruppo Franza sia, ad esempio, una società come Msc, che ha fatto del porto di Messina uno dei suoi capisaldi nelle strategie euromediterranee, siano molto interessate alle vicende dell’Authority.

Poi, ci sono tutte le altre partite, che coinvolgono i progetti della Zona falcata, della cittadella fieristica, delle Zone economiche speciali, del costruendo porto di Tremestieri (di cui riferiamo in altra pagina). Tutte quelle vicende che attualmente sta seguendo, con l’impegno di sempre, colui il quale regge le sorti dei porti di Messina e di Milazzo da ben sette anni ormai, il sorrentino, ma ormai naturalizzato messinese, Antonino De Simone.

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