Venerdì, 13 Dicembre 2019
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L'Assemblea regionale siciliana approva il "salva Catania" e poi va in ferie

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Il Parlamento siciliano

«Non essendoci unanimità sulla mia proposta di rimandare a domani le norme principali contenute nel collegato della quinta commissione, oggi l’Ars chiude per la pausa estiva: riapre il 2 settembre per le commissione ed il 10 per l’aula». Lo ha detto il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè intervenendo in aula al termine della riunione dei capigruppo.

In precedenza, con 33 voti a favore l’Ars ha dato il voto finale anche al secondo 'collegato' esitato dalla prima commissione.

«Mi faccio carico di dire che ho sbagliato, i 'collegati' sono stati una follia. Bisogna sapere imparare dall’esperienza». Lo ha detto il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè intervenendo in aula al termine della riunione dei capigruppo che ha stabilito di rinviare i lavori al 2 settembre. Dopo l’approvazione della manovra economica sono stati diversi i ddl collegati, contenenti le norme estrapolate dalla finanziaria più diversi emendamenti presentati dai parlamentari: uno 'principale', gli altri suddivisi per 'competenza di commissione di merito'.

«Non possiamo riaprire il 2 settembre nelle stesse condizioni di adesso - ha aggiunto Miccichè - si devono prendere le norme principali contenute nei vari 'collegati' attualmente all’esame
del parlamento e inserirle in un unico testo».

«A dispetto dei tanti che non ci credevano, questa sera l’Ars ha approvato la legge 'salva Catania'. Portiamo a casa un risultato prezioso e vitale per la città, un impegno preso e mantenuto da Forza Italia che consentirà all’ente comunale dissestato di rialzare la testa e ritrovare serenità». Lo dice Marco Falcone, commissario di Forza Italia per la provincia di Catania, dopo la votazione di oggi, a Palazzo dei Normanni, dell’emendamento che accorda al Comune fino a quaranta milioni di euro di anticipazione, restituibile in cinque anni, utile a fronteggiare il dissesto dell’ente e a pagare gli stipendi dei dipendenti.

«Forza Italia - prosegue Falcone - ha prontamente recepito il grido d’aiuto del capoluogo etneo, facendo seguire alle parole quei fatti di cui Catania non poteva fare a meno. Il dissesto del Comune è un banco di prova che la politica deve affrontare andando oltre le divisioni - conclude Falcone - non una partita da giocare a soli fini di propaganda».

«Tanto lavoro per nulla. Miccichè-Penelope disfà tutto quanto fatto nelle commissioni di merito dell’Ars, dimostrando il proprio fallimento e, visto che la maggioranza era sfilacciata e senza numeri, preferisce rifugiarsi sotto l’ombrellone per evitare il prevedibilissimo naufragio di gran parte delle norme e delle marchette inserite nel collegato alla Finanziaria della quinta commissione». Lo dicono i deputati del Movimento 5 Stelle all’Ars. «E' il vergognoso commiato - affermano i deputati 5 stelle - di un vergognoso governo, che prima delle ferie doveva portare a casa grandi e strombazzatissime riforme, quelle dei rifiuti in primis e invece si ritrova con un pugno di mosche in mano, o poco più».

«Il sipario del teatrino dell’Ars - continuano i deputati - si riaprirà con un maxi-collegato che sarà disegnato ad hoc sui desiderata dei vari deputati, con la speranza di portare a casa il più alto numero di marchette possibile. Evidentemente, ancora una volta, hanno fatto i conti senza il Movimento 5 stelle».

«Siamo di fronte all’esito di un disastro annunciato: il Parlamento chiude in anticipo perché ostaggio dell’inconcludenza e della tracotanza del governo e della maggioranza». Lo dice Giuseppe Lupo capogruppo PD all’Ars a proposito del rinvio a settembre dei lavori dell’Ars. «Nella presunzione di approvare la finanziaria senza esercizio provvisorio, il governo Musumeci ha paralizzato il parlamento per i sei mesi successivi con una serie infinita di 'collegati'. Una melina estenuante - aggiunge Lupo - portata avanti al solo scopo di non volere affrontare i veri nodi della
Regione e le riforme che servono alla Sicilia, lasciando al palo le misure urgenti per il sostengo alle imprese, ai comuni ed ai servizi per i cittadini».

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