Giovedì, 12 Dicembre 2019
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Sicilia, De Domenico sul collegato alla Finanziaria: "Tanto rumore per poco"

"Il collegato alla finanziaria, seppure in versione ridotta e rimaneggiata, è stato finalmente approvato d’aula –afferma in un comunicato l’onorevole Francesco De Domenico - chiudendo una pagina non proprio edificante delle attività d’aula. La conclusione di questa vicenda fa emergere in modo evidente il fallimento di una maggioranza che avrebbe dovuto sostenere il governo Musumeci. Una maggioranza lacerata da divisioni e guerre fra bande che hanno complicato inutilmente i lavori d’aula. Non si contano i provvedimenti appellati come 'collegato alla finanziaria', le riscritture, gli emendamenti sostitutivi, gli emendamenti introdotti all’ultimo secondo in aula e poi ritirati, gli stralci per inammissibilità. Insomma un carosello di errori che palesa le difficoltà di una maggioranza nella quale emergono visibilmente le divisioni e in cui la componente che fa capo a Presidente, quella di Miccichè, quella di Lombardo e gli ex UDC spesso parlano lingue diverse, litigando su tutto".

"Il risultato è sotto gli occhi di tutti, otto mesi per approvare un provvedimento stravolto, rispetto alla proposta fatta a corollario della approvazione del bilancio - continua De Domenico - nessun provvedimento di spesa, nessuna riforma, solo poche norme ordinamentali, dettate dalla emergenza e ridotte all’osso. Peraltro le votazioni hanno messo in evidenza che le opposizioni, hanno di fatto condotto e deciso i lavori d’aula. Infatti, sono state approvate solo quelle norme proposte o condivise dalle opposizioni stesse, in buona sostanza solo quelle norme sulle quali tutte le forze politiche avevano raggiunto un’intesa, di contro quasi tutte le proposte che la maggioranza ha cercato di imporre senza un confronto e spesso a tutela di interessi di parte e non generali sono state sonoramente bocciate dall’aula, spesso con l’aiuto di pezzi della stessa maggioranza".

"In questo difficile contesto – prosegue De Domenico - mi sono impegnato, in particolare, per portare a casa interventi legislativi concreti per la mia provincia, cercando, laddove possibile, intese con i colleghi parlamentari messinesi. Considerata l’esiguità della manovra, mi posso ritenere soddisfatto del lavoro fatto, avendo contribuito in modo decisivo all’approvazione di diverse utili norme.
In ordine mi riferisco:
all’art. 11 che agevola il processo di risanamento della Città di Messina e l’utilizzo dei fondi della legge 10/90, pur nei limiti degli emendamenti approvati in aula rispetto alla proposta dell’onorevole Lo Giudice;
all’18, che grazie ad un lavoro comune svolto con l’onorevole Tommaso Calderone, risolve l’annosa questione dei lavoratori ex Pumex di Lipari, che svolgono indispensabili attività a favore del Comune e che, dopo le continue promesse che ogni anno non venivano mantenute nelle diverse finanziarie, vedono ora una stabilizzazione del loro impiego e soprattutto del futuro delle loro famiglie;
all’art. 30, frutto di un mio emendamento in Commissione, che consente ai giovani medici di trovare opportunità immediate di lavoro nelle case di cura private, equiparandone la disciplina a quella degli ospedali pubblici;
all’ art. 31, grazie anche questo a un mio emendamento in Commissione, e grazie al lavoro comune con la collega Valentina Zafarana che prevede la destinazione dell’0,2 per cento del budget delle ASP ai progetti terapeutici individualizzati dei disabili".

"Non è quello che speravo – conclude De Domenico - ma in questo contesto, non è poco".

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