Martedì, 27 Ottobre 2020
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Regione Siciliana, revoca delle concessioni per chi inquina: ok alla legge

Sanzioni pensanti fino alla revoca delle concessioni per le multinazionali e le imprese che operano nelle aree industriali della Sicilia: Siracusa, Priolo, Pace del Mela, Gela, Mellili, Milazzo.

A monitorare l’aria, a supporto degli enti pubblici istituzionali (Arpa, Asp, enti locali), ci sarà il Simage, un sistema di raccolta dati attraverso la nascita di ulteriori centraline che potrà avere il supporto anche delle industrie; a incassare le eventuali sanzioni saranno i comuni, una una forma di risarcimento.

Lo prevede il disegno di legge parlamentare approvato questa sera all’Ars durante una seduta a tratti accesa nei toni come quelli usati dal capogruppo di Fi Tommaso Calderone nei confronti dell’assessore regionale al Territorio, Toto Cordaro, che all’inizio della seduta aveva chiesto un rinvio per alcuni dubbi sulle norme e che in chiusura aveva chiesto addirittura di cassare l’articolo 9 proprio quello sulle sanzioni, difeso invece dagli azzurri.

A difendere a spada tratta il ddl oltre a Forza Italia sono stati pure il M5s e l’Udc. Molti dei dubbi espressi in aula dal governo sono stati condivisi dal Pd, in particolare dal capogruppo Giuseppe Lupo e dal deputato Antonello Cracolici, che ha paventato persino un conflitto d’interessi contestando l'ingresso dei privati nel sistema Simage con finanziamenti volontari.

Ci sono volute diverse sospensioni dell’aula da parte del vice presidente vicario dell’Ars, Giovanni Di Mauro, per migliorare il testo con la Presidenza, supportata dagli uffici, che più volte ha sollecitato la relatrice (la presidente della commissione Ambiente, Giusy Savarino) a modificare con degli emendamenti diversi aspetti delle norme contenute nel testo (come quello sul personale addetto del Simage, alla fine le funzioni saranno svolte dal personale dell’Arpa).

L’iter del testo in aula è stato complesso, e sono stati diversi i correttivi apposti direttamente in aula sotto il pressing di governo e Pd. «Io non voterò, lo dico apertamente. Non perché non condivida il principio sacrosanto ma perché è una legge che creerà problemi», ha detto Cracolici. Alla fine il ddl è stato approvato.

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