Martedì, 27 Ottobre 2020
stampa
Dimensione testo

Politica

Home Politica Coronavirus, l'emergenza siciliana sul tavolo di Conte: oggi Musumeci dal premier
A ROMA

Coronavirus, l'emergenza siciliana sul tavolo di Conte: oggi Musumeci dal premier

Una lunga serata di confronto per fronteggiare l'emergenza siciliana da Coronavirus. È iniziata ieri alle 20, a Palazzo d'Orleans, la riunione con le parti sociali organizzata dal presidente della Regione Nello Musumeci. Intorno allo stesso tavolo, sindacati, associazioni datoriali, organizzazioni di categoria e governo regionale per concordare le misure economiche da adottare per i danni causati dalla diffusione del virus in Italia.

«Ho voluto incontrarvi - ha esordito il governatore siciliano - per concordare tutti insieme quali possano essere i provvedimenti da prendere a supporto dei vari settori e comparti. Domani (oggi ndr) sarò a Roma per una riunione con il presidente del Consiglio Conte proprio per discutere di questi aspetti.

Intanto la Regione rafforza il servizio del numero verde 800.458.787 con ulteriori 28 linee telefoniche a cui risponderanno medici e volontari della protezione civile. Verranno configurati anche alcuni messaggi automatici che permetteranno di fornire pronta risposta alle domande più frequenti, rendendo disponibili così gli operatori per le richieste che necessitano approfondimenti particolari.

«Rendiamo ancora più efficiente - sottolinea il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci - un servizio che, in questi giorni, ha molto supportato la richiesta di aiuto e chiarimenti formulata dalla popolazione, non solo siciliana. Sono state oltre quattromila, in meno di una settimana dalla sua istituzione, infatti, le telefonate ricevute. Per questo motivo voglio rivolgere un apprezzamento e un plauso particolare agli operatori e ai volontari che si stanno prodigando per orientare, rassicurare e fornire indicazioni utili agli utenti».

Le domande che giungono alla Sala operativa, che opera all'interno del dipartimento di Protezione civile regionale, sono tra le più svariate: dalle richieste degli amministratori locali e dei dirigenti scolastici sulle attività amministrative da porre in essere, alle modalità attraverso cui operare la sanificazione di scuole e uffici, alla certificazione sanitaria per i casi di quarantena. Molti anche i quesiti sullo stato di saluto o l'obbligo di autodenuncia per quanti sono giunti in Sicilia. Tra le domande più attuali quelle relative all'obbligo di comunicazione che discende dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri del primo marzo. «Le telefonate ricevute - sottolinea il capo della Protezione civile della presidenza della Regione Calogero Foti - hanno raggiunto anche picchi di 150 all'ora per ciascun operatore, con una richiesta di qualificazione e competenze che vanno anche oltre le funzioni ordinariamente svolte dal servizio».

Per non intasare le linee è utile sottolineare che l'obbligo di comunicazione al sistema sanitario riguarda, esclusivamente, coloro che provengono dalle zone a rischio attualmente individuate in Cina, Giappone, Corea del Sud e Iran. O da uno dei Comuni italiani indicati nel decreto ministeriale: Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione d'Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini (per la Lombardia) e Vò (in Veneto).

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

Correlati

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook