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Ponte sullo Stretto, Musumeci: "Troppe parole, è tema di campagna elettorale"

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Nello Musumeci

«Del Ponte sullo Stretto non è difficile parlarne, è difficile passare dalle parole ai fatti». Lo ha detto Nello Musumeci, presidente della Regione siciliana, in collegamento con 'Centocitta” in onda su Rai Radio 1.

«Se ne parla da 135 anni, è un esercizio facile per il quale si è prestato il governo Renzi e Conte - spiega il governatore -. Con il Governo Berlusconi arrivammo vicini alla gara di appalto, sebbene giudicata, e poi è nato un contenzioso con il governo successivo».

«Non c'è nulla di nuovo e io tengo a ribadire che il ponte sia il completamento di una infrastruttura transeuropea che parte dal baltico e finisce a Palermo - ha aggiunto  -. È un’opera che in tutte le altre parti del mondo si sarebbe fatta in un paio d’anni, qui da noi diventa argomento di campagna elettorale».

«Verso il mezzogiorno d’Italia - ha chiosato Musumeci - tutte le classi dirigenti continuano ad avere un atteggiamento di chiusura, un’aria di sufficienza. Come si fa a rimanere inermi di fronte a questo sconcio e a questa condotta assolutamente inaccettabile?».

Sul tema intanto si esprimono anche gli esponenti di Fratelli d'Italia Carmela Ella Bucalo e Elvira Amata rispettivamente, componente della commissione lavoro alla Camera e presidente del Gruppo FdI al Parlamento siciliano.

«Governo e maggioranza non hanno più alibi: con le risorse del Recovery fund sarà possibile realizzare il ponte sullo Stretto di Messina. Così come ha dichiarato il presidente Giorgia Meloni, Fratelli d'Italia è sempre stata favorevole alla costruzione dell'opera che rappresenta una indiscussa occasione di rilancio per tutto il meridione».

«Una infrastruttura come il ponte, oltre a portare ricadute incredibili sull'economia italiana, garantirebbe almeno 100 mila posti di lavoro. Consideriamo anacronistico continuare a dibattere sull'utilità o meno di questa costruzione. Nelle scorse settimane, FdI ha presentato all'Ars un odg chiedendo al Governo Regionale di farsi portavoce con lo Stato Centrale affinche' non si perdano fondi e opportunità. È il momento di uscire dall'impasse del 'vorrei ma non posso' che da decenni tiene la Sicilia in ostaggio: presidente Conte, giù la maschera».

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