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Ponte sullo Stretto, divisioni nel Governo: bocciatura in Commissione Bilancio

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«Nessuno mi convincerà che bisogna aspettare il Ponte sullo Stretto per avere l’Alta velocità tra le grandi città siciliane, in una Isola di cinque milioni di abitanti». A dichiararlo è il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, durante il webinar organizzato dalla Cisl Sicilia.

Provenzano - analizza la Gazzetta del Sud in edicola -, discostandosi dalle precedenti dichiarazioni di altri esponenti del Governo e della maggioranza – dai ministri Franceschini e De Micheli all’ex premier Matteo Renzi –, esclude che il Ponte possa diventare una priorità nell’agenda romana. E le sue dichiarazioni arrivano nello stesso giorno in cui, nel corso della seduta della Commissione Bilancio a Montecitorio, la maggioranza ha bocciato gli emendamenti presentati dal gruppo Forza Italia al decreto Rilancio, riguardanti proprio la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.

Una “bocciatura” che ha fatto andare su tutte le furie la deputata messinese Matilde Siracusano: «I partiti che sostengono il Conte Bis, smentendo tra l’altro le aperture fatte nelle scorse settimane dei ministri Franceschini e De Micheli».

Nel botta e risposta tra Regione e Governo, si è cercato, in qualche modo, di distinguere i due livelli di azione, almeno nelle intenzioni del ministro. A Musumeci che ha ricordato come la Sicilia stia pagando la propria marginalità geografica e i vincoli strutturali che continuano a bloccarne la crescita, Provenzano ha replicato così: «Il rilancio dei porti e dei retroporti il Governo è impegnato a realizzarlo. Ma stiamo anche andando avanti nell’attuazione della clausola del 34% degli investimenti pubblici al Sud».

Il Ponte in questa particolare fase storica, potrebbe anche avere quell’effetto “choc”, positivo, che ebbero le opere previste dal “Piano Marshall”, all’indomani della catastrofe provocata dalla seconda Guerra mondiale. È solo una questione di punti di vista. Ma continuare nelle guerre ideologiche su un intervento infrastrutturale di ingegneria civile, che non è una megadiscarica né una centrale termonucleare, è utile a Messina, alla Sicilia, al Sud, al nostro Paese?

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