Martedì, 24 Novembre 2020
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Messina, botta e risposta sulle bollette Tari: resta confermata la “moratoria”

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Allarme Tari, poi caos Tari, alla fine tutto rientra ma restano le polemiche. È il tema del giorno a Palazzo Zanca a Messina. Durante i lavori della Commissione Bilancio, alcuni consiglieri, con Alessandro Russo del Pd in testa, denunciano un fatto che sarebbe emerso dalla lettura delle carte: «Ricordate quelle fantastiche promesse di rinvio dei pagamenti dei tributi locali al 16 settembre che De Luca da mesi sta facendo? Dicendo al mondo intero che grazie a lui, unico tra tutti i Comuni in Europa, i tributi sono rinviati per dare una mano ai cittadini messinesi? Ebbene, promessa falsa - accusa Russo -, dopo tanto parlare e promettere, sembra che la Tari venga spostata in realtà al 31 luglio e non al 16 settembre. Ma c'è di più! Che in realtà, ma questo lo sapevamo e lo dicevamo da due mesi, la data di rinvio dei pagamenti la decide il Consiglio comunale, non la Giunta. I pasticci che la propaganda e la “sciacquazza” che da mesi piovono sulla città dovremo ancora una volta risolverli noi in Consiglio comunale».

Poche ore dopo, però, l'esponente del Pd si corregge parzialmente: «L'Amministrazione ha aderito alla sospensione delle more (cosiddetta “moratoria”) dovute per il pagamento dei tributi locali, come deciso dal Governo nazionale. Questo significa che fino al 16 settembre non si pagheranno more per la rata Tari del 31 luglio. Analogo ragionamento varrà per l'Imu». Russo non si pente dell'attacco alla Giunta De Luca: «Resta il caos ingenerato dall'aver inviato alla gente bollettini con una data di scadenza fissata, mentre si comunicava di aver spostato tutto al 16 settembre. E resta il “dubbio” su come sia stata comunicata la data del 31 luglio, se la scelta sarebbe, comunque, alla fine di competenza del Consiglio».

Trascorre ancora qualche ora e arriva la replica del sindaco: «Leggo con stupore alcune dichiarazioni relative a scadenze ballerine della Tari. Forse i consiglieri della commissione consiliare prima di esprimere concetti astratti dovrebbero leggere le carte e magari studiare le legge. Ma andiamo per ordine. La legge 160 (Finanziaria 2020) - spiega De Luca - ha abrogato la Iuc (Imposta unica comunale) nella parte dell'Imu e riferita esclusivamente alla Tasi. Alla luce di tale abrogazione la legge impone agli enti di modificare il regolamento Imu e Tari. Andiamo ora alla storia dei giorni nostri.

Nel periodo post Covid, per venire incontro alle esigenze dei cittadini, si è ritenuto opportuno spostare le scadenze di alcuni pagamenti come ad esempio quello relativo alla Tari. Si era valutato di spostare il versamento dal 30 giugno al 31 luglio, dal 30 settembre al 31 ottobre e dal 31 dicembre 2020 al 30 gennaio 2021. Spostare il termine di versamento di una imposta equivale a cambiare la scadenza della stessa nel Regolamento di riferimento.

Per tale motivo, in considerazione della legge che impone la necessità di modificare il Regolamento Tari, anziché modificare la scadenza per l'anno 2020, e sottoporre al Consiglio comunale ed alla commissione due atti paritetici, si è ritenuto opportuno predisporre direttamente il nuovo Regolamento Tari con la sola deroga per l'anno 2020 dello spostamento della scadenze per come citate, e predisponendo nelle more delibera di differimento termini per il Regolamento vigente.

Nella corretta ottica amministrativa di non presentare atti inutili che potessero essere ripetitivi (modifica di due regolamenti) - insiste De Luca - questa Amministrazione ha presentato lo scorso 1 luglio agli uffici di Presidenza la proposta di differimento dei termini del vigente Regolamento portando le scadenze 2020 al 31 luglio, 31 ottobre e 31 gennaio 2021. Se vogliamo dircela tutta, dalla data di deposito ad oggi, che giro ha mai fatto questo Regolamento?

Ben diversa è la possibilità data da questa Amministrazione con la delibera 252 del 29 maggio 2020 - prosegue il sindaco - che ha determinato la possibilità di versare, anche dopo la scadenza e fino al 16 settembre, senza applicare ai tardivi versamenti sanzioni ed interessi. Il principio è il seguente: la scadenza deve essere rispettata (soprattutto da chi non ha avuto negativi riflessi economici da Covid), ma se proprio si ha necessità di spostare il termine, si sappia, che entro il 16 settembre, non aggrediremo il versamento con sanzioni ed interessi. Sulla Tari il ragionamento è stato identico. Saper amministrare - conclude De Luca - vuol dire costruire atti senza duplicare funzioni e tempo di giacenza degli stessi, soprattutto visto quello con i quali questo Consiglio spesso affronta le tematiche, quello stesso tempo intercorso dal primo luglio sino ad oggi, che avrebbe consentito la trattazione nei tempi di una proposta di delibera in conformità al disposto normativo vigente. È complicato da capire, ma gli atti amministrativi sono complessi per loro natura e meritano una lettura attenta, come in questo caso. Peccato - conclude il sindaco - che in questi 26 giorni, pochi abbiano avuto modo di dare la giusta lettura a questo atto. Come spesso accade».

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