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Rimpasto in Giunta a Messina, De Luca temporeggia

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Cateno De Luca

Tutti in fila alla corte del re. Sembra questo lo scenario dipinto dal sindaco Cateno De Luca, nel raccontare questo week-end di “riflessione” sulla nuova Giunta. Una sorta di sequela di colloqui di lavoro, con un capo a cui tocca dire “sei dentro, sei fuori”.

«Abbiamo avuto tanti colloqui per la definizione della nuova giunta – ha spiegato ieri De Luca –, il pellegrinaggio nel mio ufficio bucolico è iniziato alle sei ... Quando ho esposto il mio concetto di “una marcia in più” alcuni mi hanno detto no grazie perché “ho la mia professione da portare avanti ... ho la mia famiglia a cui badare ... preferisco continuare a fare il consigliere comunale in quanto non rischio nulla ed occupo solo il dieci percento del tempo che tu pretendi per il ruolo di assessore, percependo quasi gli stessi soldi... il sabato e la domenica ho i miei hobby ed alle 8 la mattina devo portare i miei figli a scuola e li devo prendere alle 14 e la sera alle 20,30 ceniamo tutti a casa...”».

L’ha sciorinato tutto, De Luca, il repertorio (con una frecciatina, quella al “consigliere comunale X”, che pare proprio mirata) dei “no grazie”: «Risposte tutte legittime – ha aggiunto –, ma io a tutti ho esposto il mio concetto di “quanto produci” e non di “quanto mi costi” e questo approccio ha messo in difficoltà tutti gli interlocutori». Insomma, il messaggio sembra essere: nessuno, finora, mi ha convinto fino in fondo.

Oggi secondo round, a partire dalle 5 del mattino, dice De Luca. Che poi lascia in sospeso due quesiti che potrebbero far pensare che nulla può essere dato per scontato, nemmeno il fatto che le nuove nomine avvengano adesso: «Troverò le persone giuste per nominare i due assessori ? Oppure devo rinviare ed attendere settembre o Natale?». Un bluff? O sarà un bluff la conferenza stampa di domani mattina, quando dovrebbe essere presentata la nuova Giunta?

Intanto Piero La Tona, consigliere comunale di Sicilia Futura, torna sui licenziamenti-dimissioni degli assessori Enzo Trimarchi e Pippo Scattareggia. E lo fa da presidente della commissione consiliare che si occupa proprio di Scuole e Sport: «Queste dimissioni ricordano tanto il servizio di leva obbligatoria, quando il comandante del plotone ordinava ad un soldato di essere “volontario” per svolgere un servizio. Voglio ringraziare entrambi per la loro costante disponibilità e presenza in commissione. Forse questa disponibilità al dialogo ed al contraddittorio è stato uno dei loro demeriti agli occhi del sindaco. Ovviamente va precisato che la loro disponibilità non si è mai tradotta in ascolto attivo. Mai i due assessori, soprattutto Scattareggia, hanno inteso fare tesoro delle critiche e dei suggerimenti che provenivano continuamente dalla Commissione. Atteggiamento evidentemente condizionato dalle direttive del sindaco, dalle quali non si dissociavano mai nei contenuti. La nota “piccata” di Scattareggia testimonia proprio il fatto che non si può “sfiduciare” un assessore che non ha fatto altro che eseguire pedissequamente le tue direttive. Se fossimo a scuola, diremmo che “bocciare” Scattareggia equivale a “bocciare” se stesso. Non sarebbe stato più corretto, se proprio fosse stato necessario trovare dei capri espiatori, aspettare qualche mese per consentire da un lato lo sviluppo della stagione estiva e dall’altro lato l’avvio del nuovo anno scolastico? Non solo, quindi, il sindaco sostituisce due assessori rei di essere stati troppo ligi ai suoi dettami, ma li sostituisce anche nel momento sbagliato, quando, per le scuole ad esempio, l’assessore Trimarchi aveva in questo periodo ascoltato tutti i dirigenti scolastici e accolto le richieste degli stessi. I sostituti dovranno ricominciare tutto dall’inizio. Auspichiamo che siano soggetti di alto profilo».

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