Giovedì, 29 Ottobre 2020
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Tensione sui migranti in Sicilia, Musumeci al governo: "Tempo scaduto, ricorriamo ai giudici"

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Nello Musumeci

«A questo provvedimento non si è arrivati senza parlare prima più volte con il Viminale. Non sono così sprovveduto. Ma la tensione in Sicilia sta crescendo. Alla scadenza delle 48 ore gli hotspot non sono stati liberati dalle forze dell’ordine... Capisco che possono esserci dei problemi logistici, che devono essere trovati dei luoghi in cui trasferire i migranti, ma per questo Roma avrebbe dovuto contattare la Regione... se il governo avesse chiesto 8-10 giorni di tempo non ci sarebbe stato alcun problema... invece il silenzio, l’arroganza, il mostrare i muscoli».

Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, a Skytg24, a mezzanotte la sua ordinanza prevedeva che si sgomberassero gli hotspot e i centri di accoglienza. Ebbene, ha aggiunto il governatore, non è stato fatto e «sono pronto anch’io a ricorrere ai giudici». Già ieri parlava di questa possibilità, dicendosi pronto a reagire a fronte di questa «grave omissione».

Ha proseguito Musumeci: «Ho parlato più volte col ministro Lamorgese, al quale ho dato piena disponibilità: il nostro servizio sanitario ha assicurato 11 mila interventi per gli immigrati». Per Musumeci, «è impossibile non raccogliere il grido d’allarme che proviene non solo dal presidente della Regione, ma anche dai sindaci. Noi non ci occupiamo di migranti. È una competenza del governo centrale, ma sono l’autorità sanitaria in Sicilia, soggetto attuatore dell’emergenze Covid, e devo attestare che i centri dove lo Stato ammassa migliaia di migranti, sono illegali».

«Se il governo dovesse dirmi che entro 8-10 giorni libererà quegli squallidi luoghi, non ci sarebbe problema, ma il governo tace da 48 ore, un silenzio assoluto: Con il ministro Lamorgese ho parlato l’ultima volta otto giorni fa e 15 giorni fa con il premier. Non è vero che manchi l’interlocuzione, Roma è stata colta impreparata da una vicenda che tormenta la comunità siciliana che non è razzista, ma che si sente abbandonata davanti all’indifferenza dello Stato centrale». Ecco perché, prosegue Musumeci, «noi vogliamo perseguire l’unica misura che riteniamo possibile, a meno che lo Stato non ci chieda 8-10 giorni».

«Spero nel buonsenso del governo centrale. Speriamo che non ci siano né vinti né vincitori. Io ho già dimostrato di essere collaborativo - ha detto il governatore - abbiamo operato oltre 11mila interventi sui migranti, abbiamo sempre dato ampia disponibilità, più collaborazione di così non si può».

«Abbiamo cercato anche di calmare la gente - ha concluso Musumeci - di colloquiare con i sindaci, ma non si può frenare una condizione di promiscuità che è disarmante, irragionevole. I migranti scappano e nessuno li può recuperare, e creano nella gente, a ragione o a torto, la paura, perché la gente non sa se un giorno rischia di venire a contatto con queste persone, di cui non si sa lo stato di salute».

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