Mercoledì, 04 Agosto 2021
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ELEZIONI 2022

Gran Sicilia scende in campo per le prossime regionali: "Vogliamo un sovranismo territoriale"

A guidare il Movimento politico è il palermitano Enzo Castrense Cassata

Nella corsa alle prossime elezioni regionali del 2022 scenderà in campo anche movimento politico "Gran Sicilia". "Siamo nettamente in antitesi con le segreterie dei partiti che hanno condotto la Sicilia in un nuovo Medioevo - afferma il presidente di "Gran Sicilia" Enzo Castrense Cassata -  GRAN Sicilia sarà un movimento politico post ideologico, moderato, che pratica le scelte con ponderatezza ed equilibrio, ma con assoluta fermezza e determinazione".

Forte l'impronta "sicilianista" e la netta volontà di contrastare il divario Nord-Sud: "La nostra Terra è ricchissima, con particolari microclimi, che ci consentono produzioni di alta qualità, beni culturali e archeologici, non delocalizzabili, fonti energetiche con cui poter sostituire i fossili, per poter preservare l'ambiente in cui abbiamo avuto il privilegio di vivere. In questi giorni, impietosamente, l'ISTAT ci ha ricordato che il PIL pro capite di un cittadino siciliano è pari a un terzo di quello di un lombardo e che un decimo della popolazione siciliana vive in condizione di estrema povertà".

Da questa drammatica realtà è nata la volontà di scendere in campo: "Invitiamo i siciliani di buona volontà a seguirci e sostenerci - continua Castrense Cassata - votare Gran Sicilia è utile, non è stato utile e non lo sarà invece, votare ancora i traditori del popolo Siciliano. Intendiamo agire per proteggere i manufatti delle aziende siciliane, emanare delle leggi che salvaguardino il lavoro dei Siciliani. Non possiamo più rimanere inermi di fronte alla diaspora forzata a cui ancora oggi, siamo sottoposti. L' emigrazione - prosegue -  oltre a provocare danni economici ingenti, ha provocato anche la disgregazione del tessuto affettivo e sociale siciliano".

In primo piano anche l'emigrazione dall'Isola: "Le famiglie hanno dovuto abituarsi a vivere gli affetti più cari a distanza - conclude - la visione politica che prospettiamo passa attraverso l'attuazione di una forma di sovranismo territoriale, quale presidio a difesa delle realtà locali, ciascuna con le proprie specificità. Noi vogliamo mantenere viva la nostra identità, le nostre tradizioni, vogliamo salvaguardare l'ambiente che abbiamo avuto la fortuna e il privilegio di vivere, vogliamo difendere le colture autoctone e istituire e rilanciare la banca dati delle sementi nostrane, l' unico modo per sfuggire alla dittatura alimentare delle multinazionali".

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