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Covid in Sicilia, l'ordinanza che unisce: tutti contro Musumeci. Anche il Garante...

Dalla Lega al Movimento5Stelle, da Fratelli d’Italia all'Anci Sicilia è una pioggia di critiche contro il presidente della Regione: in particolare nel mirino il divieto di accesso agli uffici pubblici
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Nello Musumeci

La Regione Sicilia prova a evitare la zona gialla, ma l’ordinanza del presidente Nello Musumeci non è stata ben accolta. Pioggia di critiche sulle misure anti Covid annunciate dal Governatore: ricognizione della popolazione non vaccinata, sedi fisse di vaccinazione nei Comuni con meno del 60% di vaccinati, obbligo della mascherina all’aperto se in luoghi affollati, divieto di accesso negli uffici pubblici se privi di green pass, obbligo di tampone per partecipare a cerimonie se non si è completato il ciclo vaccinale e anche per chi arriva dagli Stati Uniti.

Il Garante della privacy: “Sospendere il divieto di ingresso negli uffici”

Il Garante della Privacy ha inviato alla Regione Siciliana una richiesta di informazioni in merito alle nuove disposizioni che impediscono l’ingresso negli uffici pubblici per chi è sprovvisto di Green pass. Si tratta di disposizioni introdotte dall’ordinanza presidenziale del 13 agosto 2021, n. 84, nell’ambito delle misure di contrasto della pandemia da Covi 19. L’ordinanza prevede che le persone sprovviste della certificazione verde non possono accedere agli uffici pubblici e agli edifici aperti al pubblico e possono usufruire dei servizi, anche di quelli resi da privati preposti all’esercizio di attività amministrative, esclusivamente in via telematica, o comunque da remoto.

Lega, Donato: “Ordinanza vessatoria”

«L'ordinanza del Presidente della Regione siciliana è così zeppa di violazioni dei principi fondamentali dell’ordinamento repubblicano che non è nemmeno classificabile come un atto normativo ma solamente come una reazione scomposta e autoritaria a una situazione ormai sfuggita di mano». Lo afferma l’europarlamentare della Lega, Francesca Donato: «Musumeci cerca di fare terra bruciata intorno ai siciliani ancora senza vaccino Covid. Interdire l’accesso ai pubblici uffici e negare i tamponi gratuiti ai non vaccinati sono misure ignobilmente discriminatorie e vessatorie verso una parte della popolazione e rivelano una cultura antidemocratica e autoritaria che emerge soprattutto quando ci si rende conto dell’inefficacia della propria azione amministrativa e politica».
Per la Donato «l'inevitabile annullamento da parte del Tar di questo provvedimento per illegittimità sotto il profilo costituzionale restituirà serenità alle migliaia di siciliani gravemente ostacolati nell’espletamento del proprio lavoro e nel godimento dei propri diritti e segnerà definitivamente in maniera negativa l’esperienza di Nello Musumeci a Palazzo d’Orleans. L'unica consolazione di questa ordinanza è l’annunciata approvazione da parte del Cts del protocollo di cure domiciliari. Mi auguro che non resti solo sulla carta».

Cancelleri "Musumeci in ritardo, Sicilia maglia nera”

«Musumeci ancora una volta arriva tardi e male» così il sottosegretario alle Infrastrutture, Giancarlo Cancelleri commenta l’ultima ordinanza per l’emergenza Covid in Sicilia firmata da Musumeci: "Quella che lui definisce una stretta per contrastare il contagio del virus e accelerare la campagna vaccinale, è una misura che arriva tardi, visto che da mesi ormai la Regione, gli unici primati che riesce ad avere sono il primo posto per contagi e l’ultimo per numero di vaccinati. Misure non chiare e restrizioni confuse. Tutte informazioni poco accessibili ai cittadini siciliani e ai turisti che hanno scelto la nostra terra per le loro vacanze. Misure che abbiamo invocato con forza durante i mesi passati e che purtroppo non solo non sono arrivate, ma hanno lasciato spazio ad una comunicazione farneticante e confusionaria», continua Cancelleri. "A Rosolini per esempio, definita zona ad alto rischio nell’ordinanza firmata ieri, non è ancora chiaro il protocollo da seguire, situazione che lascia nello sconforto soprattutto i titolari di attività ricettive e di ristorazione. Musumeci, attaccato oramai anche dalle forze politiche della sua maggioranza, dimostra ancora una volta la sua incapacità nel governare la pandemia e cerca di nasconderla con atti imperativi e prepotenti sulla pelle dei siciliani che stanno pagando già un prezzo altissimo. Troppi errori da questo governo ormai agonizzante, il resto d’Italia parla di ripresa e Musumeci ancora una volta trascina la Sicilia a fondo verso l’ennesimo primato, diventare per primi nuovamente zona gialla».

Lega Palermo, ordinanza potrebbe peggiorare la situazione

«L'ordinanza del presidente Musumeci, del quale pure condividiamo la preoccupazione per il peggioramento dell’epidemia, per diversi aspetti rischia di peggiorare ulteriormente la situazione e, per altro, in larga parte appare inapplicabile. L’obbligo di pagamento dei tamponi per chi non è vaccinato rischia di innescare un circolo vizioso, che terrà i cittadini lontani dai controlli, favorendo l'ulteriore circolazione del virus. Ci sarà certamente un crollo dei positivi ufficiali nell’immediato, utile a ridurre il rischio di zona gialla, ma ci sarà in futuro un altrettanto sicuro aumento dei positivi inconsapevoli di esserlo e che se ne vanno in giro ad infettare gli altri». Lo dicono i consiglieri della Lega Palermo Igor Gelarda, Marianna Caronia, Alessandro Anello, Roberta Cancila e Sabrina Figuccia. «Paradossalmente mentre anche agli immigrati clandestini, tramite l’STP voluto dalla Bossi-Fini, vengono assicurate gratuitamente cure urgenti essenziali e continuative, ai cittadini italiani e comunitari viene imposto il pagamento dei tamponi. Tutto questo per non parlare della difficoltà, se non impossibilità di materiale applicazione, già da lunedì mattina, del divieto di accesso agli edifici pubblici, per cui gli enti non sono attrezzati, e che appare giuridicamente fragile per tutti quei servizi, si pensi agli uffici d’anagrafe, quelli giudiziari, così come questure e commissariati, dove la fruizione dei servizi implica l’obbligo di presenza fisica. Tutti questi servizi saranno accessibili solo a chi ha già il green pass o, qui il problema, a chi farà il tampone a pagamento, in una situazione in cui ad oggi non è chiaro quante siano le strutture pubbliche e private in grado di farlo in modo certificato e valido ai fini del green pass. Per non parlare ancora dei tribunali, che dovranno verificare la situazione di ogni singolo detenuto, imputato e persino magistrato e ed avvocato coinvolto in ciascun processo. Insomma, siamo certi che questa ordinanza non reggerà ad una verifica della Giustizia Amministrativa, ma soprattutto temiamo che contribuisca ad allontanare i cittadini dal sistema di controllo e vaccinale, con un danno per la salute di tutti».

FdI Sicilia: "Disagi e confusione, Musumeci riveda le misure"

"Pur condividendo appieno la finalità di fronteggiare l’avanzata dei contagi da Covid-19, invitiamo il presidente della Regione a specificare più chiaramente, e se necessario anche rivedere, alcune delle misure previste al fine di rendere più efficaci e certe le loro attuazioni. In particolare, vanno chiarite le disposizioni sugli uffici pubblici che limitano gli accessi solo a chi possiede il green pass e la stessa definizione di ufficio pubblico". Lo dicono la segreteria regionale di Fratelli d’Italia e il gruppo parlamentare all’Ars: "Disposizioni che corrono il rischio di creare più disagi e confusione che concreti benefici nella sacrosanta lotta al Covid e alla condivisa necessità di una vaccinazione sempre più diffusa tra i cittadini a garanzia di tutti - aggiungono i vertici di FdI -. Confidiamo nella sensibilità del presidente Musumeci che come noi vuole fermare il contagio con misure idonee e concretamente efficaci, senza aggiungere altre incertezze applicative che generano, purtroppo, la sensazione di iniziative discriminatorie".

Lega Sicilia: "Atto discutibile e di difficile attuazione"

"Un atto che sembra frutto di improvvisazione e che rischia di aggravare la già grave situazione". Con queste parole, i deputati regionali della Lega bollano la recente "ordinanza di Musumeci - affermano i 7 deputati (Catalfamo, Cafeo, Caronia, Figuccia, Pullara, Ragusa e Sammartino) - appare ampiamente inapplicabile, oltre che per altri versi illogica e nel suo complesso pericolosa. Innanzitutto il divieto di accesso agli edifici pubblici (a partire proprio da quelli regionali) per chi non ha il green pass è del tutto inattuabile, visto che gli enti pubblici (a partire dalla Regione) non sono attrezzati per i controlli, ma appare per altro del tutto illegale quando impatta su quegli uffici (siano essi comunali, giudiziari, regionali o della pubblica sicurezza) dove la presenza fisica è indispensabile per la fruizione dei servizi. Per non parlare del fatto che molti enti (a partire dalla Regione) non sono attrezzati per fornire ai propri cittadini utenti tutti i servizi in modalità telematica. Insomma, un provvedimento pasticciato sotto il profilo amministrativo. Molti problemi sollevano poi l’obbligo di pagamento per i tamponi finalizzati al Green pass, che non ha alcun fondamento giuridico e appare ancor di più anomalo nel momento in cui la sanità pubblica, come testimoniato dalla immediata chiusura o riduzione dell’attività dei drive-in, non è in grado di assicurare il servizio. Insomma - concludono i deputati della Lega - pur condividendo le preoccupazioni sull'andamento dell’epidemia, non possiamo che preoccuparci per le soluzioni proposte dal Governo regionale, che rischiano di aggravare la situazione e che sembrano figlie di un’approssimazione inaccettabile".

Anci Sicilia, Orlando: "Su ordinanza chiarimenti interpretativi"

"Riteniamo necessari urgenti chiarimenti interpretativi su alcune disposizioni dell’ordinanza 84 emanata ieri dal Presidente della Regione, Nello Musumeci, che incidono direttamente sul rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione locale". Questo il commento di Leoluca Orlando, presidente di Anci Sicilia. "Pur condividendo pienamente la volontà di incentivare maggiormente le vaccinazioni sull'Isola, emergono forti perplessità, in particolare, sulla possibilità di inibire anche concretamente l’accesso fisico agli uffici pubblici. Quanto dispone l’articolo 5 dell’ordinanza va chiarito al fine di specificare, per esempio, la legittimità di accesso fisico agli uffici in tutti quei casi i cui un cittadino maggiorenne, per se stesso o quale rappresentante legale dei propri figli minori, abbia necessità di accedere a servizi non disponibili con modalità telematica o non ancora disponibili, per esempio, presso taluni comuni di minore dimensione grafica. Si pensi alla necessità di rinnovare la carta d’identità e alle conseguenti attività legate al possesso di un documento di riconoscimento in corso di validità".

M5S: "Ordinanza di Musumeci tardiva e confusa"

«L'ordinanza di Musumeci? Tardiva, confusa e speriamo non sia del tutto inutile al punto in cui siamo. La sensazione, suffragata purtroppo dai numeri, è che a Musumeci troppe cosa siano sfuggite di mano: sia sul fronte fronte Covid che su quello, altrettanto drammatico, degli incendi. Come sempre corre a chiudere la stalla quando i buoi, tantissimi buoi, sono irrimediabilmente scappati». Lo affermano il capogruppo del M5S all’Ars Giovanni Di Caro e i componenti 5Stelle della commissione Salute, Giorgio Pasqua, Francesco Cappello, Salvatore Siragusa e Antonio De Luca. «I numeri purtroppo parlano chiaro, la Sicilia è prima per contagi e ultima per vaccinazioni, qualcosa evidentemente non ha funzionato. E l’aumento dei posti letto di terapia intensiva che ora si rincorre affannosamente, purtroppo ha l’amaro retrogusto del déjà vu, un escamotage per evitare nuove restrizioni. Tra l’altro l’aumento rischia di essere solo virtuale se non viene aumentato il numero degli anestesisti rianimatori. Andava gestita meglio - concludono i deputati 5 stelle – la campagna vaccinale, anziché fare ora la faccia feroce, a danno compiuto. Se la campagna è stata fallimentare, o quasi, la colpa non è solo dei no vax, che ora Musumeci, per farsi un alibi, dice di voler snidare. Se volesse veramente farlo cominciasse a cercare a casa sua, tra i componenti di Attiva Sicilia, con i quali il presidente della Regione ha stretto un patto di fine legislatura pur di non affogare, che scomodano perfino l'Olocausto per scoraggiare gli indecisi e portare acqua al mulino dei nemici giurati dei vaccini».

Diventerà Bellissima con Musumeci, Aricò: "Tutela il diritto alla salute"

«I fatti parlano chiaro, in Sicilia come nel resto d’Italia: il 92 per cento dei ricoverati per Covid-19 sono non vaccinati e i contagi in continua e netta risalita. L’ultima ordinanza del presidente Nello Musumeci prende atto di tutto ciò e giustamente introduce ulteriori misure a tutela della salute dei siciliani e per cercare di scongiurare un eventuale lockdown che sarebbe deleterio per il comparto produttivo. La libera scelta di sottoporsi o no al vaccino, infatti, non deve mai farci dimenticare che la nostra libertà finisce dove inizia il diritto alla salute degli altri». Lo afferma Alessandro Aricò, capogruppo all’Ars di Diventera Bellissima, aggiungendo: «Il Green pass è stato concepito dal governo nazionale proprio con l’obiettivo di garantire il progressivo ritorno alla normalità con il minor rischio possibile di contagi, è nella sua stessa natura favorire chi si vaccina rispetto a chi non si vaccina. Il provvedimento emanato dal presidente della Regione va nella direzione di incentivare il ricorso alle vaccinazioni e ciò è sacrosanto, a costo di essere per alcuni impopolare e di prestare il fianco ad attacchi politici scomposti e ipocriti, finalizzati solo alla ricerca di consenso elettorale. Noi siamo convintamente al fianco di Nello Musumeci e sosteniamo con forza la gestione dell’emergenza Covid-19 del governo regionale e dell’assessorato alla Salute guidato da Ruggero Razza».

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