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VERSO LE URNE

Politiche: sondaggio, FdI prima partito in Sicilia col 26% davanti a M5s (21%) e Pd (18%)

Se si tornasse alle urne per le elezioni politiche, Fratelli d’Italia sarebbe oggi, con il 26%, primo partito in Sicilia, 5 punti in più del Movimento 5 Stelle, attestato in questa fase al 21%. Il Partito Democratico avrebbe il 18,2%, Forza Italia il 14%; la Lega otterrebbe il 9%. L'indagine è stata realizzata dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, dal 12 al 15 febbraio 2022, su un campione stratificato di 1.000 intervistati, rappresentativo della popolazione maggiorenne residente in Sicilia. La rilevazione tiene conto di due fattori: la recente confluenza in Fratelli d’Italia di «Diventerà Bellissima», il movimento del presidente della Regione Nello Musumeci e il ritorno annunciato di LeU-Articolo 1 nel Pd. Nel voto per le Politiche, in attesa del posizionamento del Movimento autonomista di Raffaele Lombardo, le altre liste restano per il momento sotto il 4%. Si rileva intanto una disaffezione crescente dei siciliani con un’affluenza stimata al 57%: in calo di 6 punti rispetto al 2018.

Analizzando i trend dell’Istituto Demopolis dalle Politiche del 2018 ad oggi, risalta - in Sicilia ancor di più che nel resto del Paese - la crescita del partito di Giorgia Meloni che, beneficiando anche del ruolo di quasi unica opposizione, passa in 4 anni dal 3,8% del 2018 al 19% dell’ottobre scorso sino al 26% odierno. Il Movimento 5 Stelle, che da mesi attraversa una fase complicata a livello nazionale, riduce in modo significativo i propri consensi, pur ottenendo nell’Isola, con il 21%, un dato superiore di 8 punti rispetto all’attuale media italiana. Il PD, sia pur in crescita rispetto al 12% del 2018, resta terzo partito con il 18,2%. Altalenante infine, secondo l’analisi Demopolis, il peso della Lega, dal 5,4% di 4 anni fa al 21% delle Europee sino al 9% di oggi. Il giudizio sul Governo, a poco più di un anno dalla sua nascita, si conferma positivo per la maggioranza assoluta dei siciliani.

La fiducia nel premier Mario Draghi resta alta al 56%, quasi impermeabile alle divergenze tra i partiti della maggioranza, pur riducendosi leggermente rispetto all’autunno scorso. "Dopo 2 anni di pandemia - spiega il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento - priorità assolute di Governo, nell’agenda dei siciliani, si confermano il lavoro (81%) e gli investimenti nella sanità pubblica (72%), a partire dal potenziamento della medicina territoriale. In questo frangente pesa particolarmente nell’Isola la crescita dei prezzi e dell’energia: per 2 intervistati su 3 - prosegue Vento - appare urgente un intervento sui costi delle bollette di luce e gas di famiglie e imprese, per frenare la repentina crescita dell’inflazione che mette a rischio, in prospettiva, i risparmi ed il tenore di vita dei siciliani». Ulteriori priorità dell’opinione pubblica per il Governo Draghi sono la riduzione della pressione fiscale e l’avvio del Pnrr: il 53% dei siciliani si augura che il Piano nazionale di ripresa e resilienza venga ben gestito per provare a rilanciare davvero il Sud e la Sicilia.

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