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Sicilia, la partita doppia di Miccichè: Sanità o Presidenza dell’Ars

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Schifani deve fare i conti con i “messaggi” del coordinatore di FI. FdI rivendica 4 assessorati e la guida dell’Assemblea
Sicilia, Politica
Renato Schifani impegnato nelle trattative per la formazione della giunta

Nonostante il nuovo governatore si affanni a mimetizzare le tensioni del centrodestra, la fase di formazione della giunta regionale è già una corona di spine. Le dinamiche rientrano nella fisiologia delle trattative tra i partiti della coalizione, ma senza un accorto dosaggio Renato Schifani rischia di partire con il piede sbagliato. Intanto bisognerà attendere i tempi per la proclamazione degli eletti. Il nuovo presidente prenderà le redini della Regione nella prima decade di novembre.

Nel giro di consultazione Schifani sta raccogliendo le indicazioni degli alleati. Partendo da uno schema: tre assessori a Fratelli d’Italia e Forza Italia, due alla Lega, alla nuova Dc di Cuffaro e agli Autonomisti di Lombardo. Con ciliegina sulla torta, la presidenza dell’Ars, già ipotecata da Fratelli d’Italia. Una formula che ha subito trovato il veto del partito di Giorgia Meloni. L’obiezione è semplice: FdI rivendica 4 assessorati e la presidenza dell’Assemblea regionale. Un’asticella che non si può abbassare. D’altronde, oltre al peso elettorale, Fratelli d’Italia ha ricordato a Schifani che senza il passo indietro di Musumeci (la carognata nei confronti del governatore uscente brucia ancora) il centrodestra rischiava di deragliare.

Il partito della Meloni deve fare i conti con le pulsioni interne. E per questo punta a massimizzare la rappresentanza in giunta con l’obiettivo di ammortizzare le ambizioni, evitando scompensi. I 4 assessorati consentirebbero di gestire le pretese senza traumi, anche perché 6 dei 13 deputati targati FdI hanno una matrice di DiveteràBellissima, il movimento di Musumeci. In prima fila per la guida dell’Ars ci sono Alessandro Aricò, Giorgio Assenza e Gaetano Galvagno. Ma non si esclude l’ipotesi di spianare la strada a Giusy Savarino, mossa che potrebbe trovare porte aperte anche a Roma, in un’ottica di corrispondenza istituzionale femminile. E questo darebbe fiato alle speranze delle messinese Elvira Amata per l’ingresso in giunta. Fuori dal Palazzo scalpita Ruggero Razza. Non potrà avere la delega alla Sanità, ma Musumeci pressa per garantire il trasloco al suo delfino nella nuova squadra di governo.

L’altolà di Fratelli d’Italia a Schifani non riguarda solo lo schema (3-3-2-2-2). L’idea di amalgamare una giunta “casalinga” con solo i deputati dell’Ars rischia di esporre la giunta regionale ai venti taglienti dell’Ars. La maggioranza non è bulgara (41 su 70 parlamentari) e il fisiologico assenteismo degli assessori, durante i lavori parlamentari, potrebbe sbilanciare la coalizione di governo, aumentando così il potere di interdizione delle opposizioni.

Osservazioni che Schifani sta elaborando in una fase ancora fluida. Prevalgono i tatticismi, i segnali di fumo, gli avvertimenti in codice. In questo solco s’inquadra la trama che sta tessendo Gianfranco Miccichè. Il presidente dell’Ars uscente continua a tenere Schifani sulla corda. Vecchia ruggine tra i due. Il nuovo governatore era il regista del gruppo di frondisti che hanno sconfessato apertamente il “ras” di Forza Italia in Sicilia.

Miccichè pretende di piazzare un suo fedelissimo alla guida della sanità siciliana. Altrimenti potrebbe rovesciare il tavolo e decidere, per esempio, di rinunciare al seggio di senatore, mantenendo lo status di parlamentare regionale. E qui s’innesta l’ordito destinato a cambiare gli scenari per la guida dell’Ars. Gianfranco Miccichè si starebbe muovendo per rastrellare consensi e boicottare la rivendicazione di Fratelli d’Italia.

Filtra così l’ipotesi che lo stesso Miccichè sarebbe pronto a riproporsi per il bis di presidente dell’Assemblea, mandando a gambe all’aria gli equilibri della coalizione. Messaggi diretti a Schifani per convincerlo a cedergli l’assessorato alla Sanità? Le trattative nel centrodestra sono nella fase preliminare. Dietro le quinte, però, le manovre strisciano. E Schifani deve stare attento a non mettere il piede nel nido di serpenti.

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