Martedì, 07 Febbraio 2023
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LA REPLICA

Il buco nei conti della Regione Siciliana, Schifani: "E' un disavanzo della gestione Crocetta"

"Nella mia lunga vita politica e istituzionale non avevo mai visto un tale scontro tra Corte dei Conti e governo centrale, contro un provvedimento firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dall’ex premier Mario Draghi". Lo ha detto il governatore siciliano Renato Schifani che, durante l’incontro a Catania in occasione della giornata conclusiva della Festa regionale del Tricolore di Fdi, ribadisce: "Non c'è nessun buco si tratta di un disavanzo di 2 miliardi di euro che deriva dal governo Crocetta, dunque non ci sono responsabilità da parte degli esecutivi di Centrodestra, né di Musumeci né del mio. Ogni giornale, in buona fede, ha dato cifre diverse, la verità è che nel 2019 è stato consentito alla giunta regionale dell’epoca di spalmare in dieci anni un disavanzo che ci aveva lasciato un certo signor Crocetta. Dunque ogni anno è stata accantonata la quota di 200 milioni attraverso un decreto legislativo che è il frutto di un accordo della Commissione Stato - Regione Siciliana previsto dalla Costituzione".

"Questo accordo poi è stato trasformato in un provvedimento firmato Draghi - Mattarella e quindi norma di legge, diventando di fatto operativo. Ora secondo i giudici contabili - ha chiarito Schifani - non va bene ed è anti costituzionale, mentre l’anno scorso non avevano avuto nulla da ridire. Mi dispiace adoperare questi toni ma sono rammaricato che ad un certo punto c'è chi si sveglia, spiacevole assistere a certe sbavature istituzionali; ma sono costretto a spiegare ai miei concittadini siciliani, che oggi saranno molto preoccupati, avendo letto i giornali, come stanno realmente le cose. È stato creato un allarme sociale: conoscendo la correttezza sia di Mattarella che di Draghi e naturalmente dei loro apparati, dubito che possano aver firmato un documento anti costituzionale. Non c'è nessuna norma salva Sicilia, è un problema normativo di presunte incostituzionalità che adesso va chiarito tra poteri dello Stato"

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