Martedì, 12 Novembre 2019
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SAN GIULIANO

Salvo, il ragazzo messinese diventato un grande “chef”: «A Malta posso sperimentare l'alta cucina»

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Salvo Pavone

«Credo che i messinesi abbiano un dna particolare. Sono abituati a ricominciare da zero e ripartire». Lo chef Salvo Pavone, classe 1978, vive dietro i fornelli da ben ventisei anni. Ha ricevuto attestati dall'Accademia italiana della cucina e ha iniziato in un periodo particolare in cui la scuola si faceva lavorando e cercando di carpire tutti i segreti da chi ne sapeva di più.

Tanti anni a studiare in Sicilia, a Messina, per poi scoprire la necessità di una clientela diversa, di altre nazionalità: «Mi piaceva l'idea di poter fare assaggiare la mia cucina ad un pubblico non messinese, mettermi in gioco e provare esperienze nuove, come mi aveva consigliato mio padre». Il bivio si è aperto quando il costo dell'affitto del locale a Messina è aumentato, così invece di spostarsi da via Placida ad una via centrale si è optato per l'isola di Malta: «Senza rimpianti ho preso un tir con quello che c'era del mio ristorante, tavoli e sedie comprese, e ho lasciato l'Italia».

Inizialmente, non sono mancate le difficoltà e il primo locale che aveva adocchiato in una posizione strategica vicino ad un porticciolo frequentatissimo gli è “scivolato” dalle mani. Il primo ristorante , dunque, è stato aperto senza la vista sul mare ed è servito un po' da rodaggio: «Pian piano ci siamo fatti conoscere e abbiamo costruito la nostra identità e la nostra clientela, con un menù fatto da piatti più turistici e altri elaborati». Dopo due anni però sono stati costretti a traslocare: « Tutti i mali, come si suol dire, non vengono per nuocere perché sono riuscito finalmente a trovare un posto sul mare che ho sempre sognato e che ha una terrazza pazzesca». “L'Orso" è a San Giuliano e i punti di forza sono il pescato del giorno che viene cucinato prontamente, le materie prime che devono essere tutte di stagione, ma anche i piatti semplici come gli spaghetti al pomodoro con le melanzane fritte, dove lo chef messinese abbina tre tipi di pomodori sfruttando le diverse caratteristiche.

L'articolo completo sulla Gazzetta del Sud - edizione di Messina in edicola.

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