Martedì, 25 Giugno 2019
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LA STORIA

Da Messina alla nazionale di Pallacanestro, Simona e la sua vita in volo sopra le barriere

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Simona Cascio

New York. Mosca. Portogallo. Berlino. Londra. Parigi. Solo per citare le mete turistiche. Tante destinazioni che Simona Cascio rivendica con orgoglio. Lei, che incarna il vero significato di resilienza e affronta con ironia quella che chiama “disabilità invisibile”. Anzi, si reputa fortunata perché grazie all' aiuto di una grande famiglia non si è mai sentita un passo indietro.

E di strada ne ha fatta tanta, per portare a casa due pergamene di laurea e la fascia di capitano della nazionale di Pallacanestro femminile non udenti.

Una realtà bellissima che dimostra che non esistono confini. «Sono sempre stata molto tosta e caparbia - ha raccontato Simona - e mia mamma mi dice sempre che nascere con un'ipoacusia grave bilaterale, cioè sorda, non ha influito sulla mia vita. Anzi, a volte, scherzando, mi dice che doveva tenermi a freno, sin da adolescente, perché di fatto a casa non ci sto mai».

La giovane ha iniziato ad appassionarsi al basket e a giocare grazie al fratello maggiore Filippo e quando seguiva i suoi allenamenti ammazzava il tempo dell'attesa palleggiando fuori dal campo. «Ho iniziato con il San Matteo e oggi indosso i colori del Cus Messina in Serie B con cui ho raggiunto importanti risultati. E la cosa bella è che nel 2010, quando nacque la nazionale femminile non udenti, su iniziativa di due giornaliste sportive Beatrice Terenzi e Elisabetta Ferri, sono stata contattata tramite e-mail per far parte di questa seconda famiglia. All'epoca ero l' unica siciliana e ricordo ancora le tantissime ore che trascorrevo in pullman per raggiungere Pesaro. Arrivavo esausta ma felice».

«Io non mi pongo limiti - racconta - e a volte sono gli altri che si meravigliano di quello che faccio. E forse questo è il messaggio che posso trasmettere». E basta guardarla scorazzare in motorino, lanciarsi ad alta quota e viaggiare. E volare sempre più in alto con i colori azzurri e con in mano quella palla a spicchi che non abbandonerà mai: «A giugno ci aspettano i mondiali in Polonia e come sempre daremo il massimo per raggiungere traguardi importanti».

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