Mercoledì, 18 Settembre 2019
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MARE

Due giovani di Roccalumera salvano due tartarughe marine che stavano per soffocare

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Due giovani di Roccalumera sono riusciti a liberare due tartarughe marine, strette al collo da un lungo filo di lenza, e quasi al limite del soffocamento, nel mare antistante l’abitato di Nizza di Sicilia. Sono Onofrio Palella e Francesco Interdonato, due giovani amanti della pesca, che spesso mettono in mare la loro piccola barchetta di plastica per la pesca con lenza.

Ieri dopo un paio di remate si sono accorti che due tartarughe si dibattevano in acqua, attorcigliate ad un filo di nailon che comprimeva il collo. E qui hanno messo in atto la loro bravura. Si sono avvicinati pian piano, e mentre uno era ai remi per controllare il natante, l’altro si è allungato in mare per afferrare la prima tartaruga, lunga più di mezzo metro e subito dopo l’altra, visto che erano legate dal filo di nailon. E non è stato facile liberarle. Mentre Onofrio teneva la prima, Francesco con un coltello tagliava il filo attorcigliato al collo, lentamente per non procurarle ferite, e poi stesso lavoro per la seconda tartaruga marina. Dieci minuti con pazienza, bravura e professionalità.

Una volta liberate, sono state rimesse in mare, dopo aver ricevuto il bacio dei due intrepidi giovani. E poi sono sparite nelle azzurre acque del mare Jonio, libere. L’impresa di questi due simpatici giovani di Roccalumera ha scatenato sui social centinaia di ammiratori. Uno addirittura ha dichiarato che Onofrio e Francesco andrebbero premiati per quest’atto eroico.

In serata anche il sindaco Gaetano Argiroffi si è complimentato con loro: “ Sono giovani straordinari – ha dichiarato il primo cittadino - il loro gesto è stato un grande esempio d'amore e di infinita sensibilità. La foto del bacio alla tartaruga, prima di rimetterla in mare, soprattutto in questo momento storico che stiamo vivendo, dice più di ogni altra parola, sui sentimenti di amore e solidarietà che tutti noi quotidianamente dovremmo avere. Grazie Francesco Interdonato e Onofrio Palella. Siamo orgogliosi di voi”.

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