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IL DIARIO

Quarantena – 7 Aprile 2020: Nuvoloso, anche oggi

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Il "diario della quarantena" di Cristina Geraci, ogni giorno sulla Gazzetta del Sud i giorni di isolamento visti da una studentessa universitaria di Messina

Sveglia ore: 11
Breve storia triste: c'è chi sfrutta la quarantena per allenarsi giornalmente e poi c'è chi (come me) ha raddoppiato il numero dei pasti giornalieri.

Ricorderò questo periodo di isolamento come il periodo in cui ho mangiato di più nella mia vita.
Chi mi conosce sa perfettamente che non mangio molto, ma che in compenso sono molto golosa, quindi oscillo come un pendolo tra il saziarmi con poco e mangiare come se avessi il verme solitario. Benissimo, la quarantena a quanto pareamplifica la fame : anche un leggero languore si trasforma in una voragine allo stomaco e io mangio (quasi) tutto quello che trovo in cucina. Il tragitto tra la mia stanza e la cucina è di circa 30 secondi, aggiungendo il minuto in cui fisso il frigo o la dispensa per scegliere cosa prendere fanno 1 minuto e 30 secondi, infine mangiare qualcosa, più o meno 3 minuti della mia giornata impiegati a fare qualcosa.

Questa routine inizia la mattina appena mi sveglio con la colazione, si propaga durante la giornata con i due pasti principali e tanti piccoli innumerevoli spuntini che ovviamente faccio per noia. Oggi decido di non farmi prendere la mano come nei giorni precedenti per evitare di piangere davanti alla bilancia nei giorni futuri, e al primo accenno di "fame" decido di accendere il computer e registrarmi su un sito di burraco online. Mai che decidessi di aprire un libro per studiare, quello mai.

Il frigo in casa mia non è mai stato pieno nei giorni prima della quarantena, per lavoro o per impegni vari siamo sempre fuori casa e molte volte per comodità si mangiava fuori. Che staranno facendo le persone che lavorano nei ristoranti? Gli chef hanno cucine grandi come quelle dei ristoranti in casa?

Nei ristoranti che preparano da asporto mantengono la distanza di sicurezza?" Non ho una risposta a queste domande ma riflettendo su quanto detto prima l'isolamento è riuscito a riunire in cucina tutti i membri della mia famiglia. Fare la lista della spesa elencando tutto quello che ci piacerebbe mangiare e riordinare il cibo considerando gli scaffali dall'entrata all'uscita del supermercato è diventato un ottimo esercizio per allenare la memoria.

Finlamente anche io trovo un senso a tutti quegli spot che per anni mi hanno raccontato della famiglia del mulino, della cucina degli italiani, e di come dove c'è pasta c'è casa.

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