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IL DIARIO

Quarantena – 10 Aprile 2020: Soleggiato

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Il "diario della quarantena" di Cristina Geraci, ogni giorno sulla Gazzetta del Sud i giorni di isolamento visti da una studentessa universitaria di Messina

Sveglia ore: 11
Venerdì Santo, un sole che spacca le pietre per soffrire di più.
Dormire male la notte ti porta a svegliarti peggio la mattina, è risaputo. Non pensavo di potermi sentire così accartocciata, ma non sono tanto sicura di stare realmente male.

La prima cosa che si trova su internet con la ricerca "ipocondria" non è l'etimologia della parola, ma la canzone di Ultimo. Mi sento ancora peggio. "Il termine ipocondria si riferisce a un disturbo psichico caratterizzato dalla preoccupazione eccessiva riguardo alla propria salute, con la convinzione che qualsiasi sintomo avvertito dalla persona o una qualsiasi visita medica di routine possa essere segno o rivelare una qualche patologia".

É esattamente così, qualsiasi dolore o osso nel piede, innesca nella mente delle persone (soprattutto quelle annoiate) un unico pensiero ben preciso: sto male. E certo che stai male, hai l'ansia a mille e sei pure annoiato! Un buon metodo per sconfiggere l'ansia è fare attività fisica, fare una passeggiata, prendere un po' d'aria.

Le mie passeggiate dalla camera da letto alla cucina, passando per il salone, a volte mi tranquillizzano, e sono molto fortunata ad avere un balcone abbastanza grande dove poter uscire a godermi il sole o allenarmi un po'. In questi giorni ho pensato a chi non ha la mia stessa fortuna, a chi è costretto a rimanere in abitazioni piccole con gente che nemmeno sopporta.

Ieri sera, parlando con un amico fuorisede, che ha deciso di non tornare in patria, ci siamo ritrovati a commentare le dinamiche relazionali che si sono create tra lui e i suoi due coinquilini che non ha mai considerato più di tanto prima del lockdown. Se prima non si parlavano quasi affatto, ora condividono la tavola per pranzare e cenare insieme.

Dividono le faccende domestiche, durante la settimana uno dei tre (alternandosi) va a fare la spesa per tutti, guardano la tv insieme. La loro "vicinanza" è iniziata il primo fine settimana di isolamento, con la scusante di tenersi compagnia per una birra.

Da li, a quanto pare, fanno squadra, e il pensiero di trascorrere la quarantena lontani dalla famiglia non li tormenta più di tanto. Mi sono resa conto, dopo aver chiuso la chiamata, che tutte le mie paturnie erano svanite e con loro anche i miei sintomi. Da lì, l'autodiagnosi: ipocondria da ragazza annoiata e preoccupata.

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