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LA STORIA

Dario Barnà, il barman giramondo che "punta" su Messina

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Dario Barnà

«Molti dicono che sprizzo entusiasmo da tutti i pori e questa è la cosa che più mi rende felice». Una passione “tutta da bere” quella di Dario Barnà, 41 anni, nato a Milano da genitori messinesi. Nelle sue vene per l'esattezza, scorre sangue “giampuleroto”: i suoi infatti sono originari della vallata, dove vivono assieme al figlio che dopo una ventennale esperienza da barman “girovago”, ha deciso di scommettere sulla sua città aprendo il 9 maggio 2019, in centro, un cocktail bar.

Sin da ragazzino, quando aiutava lo zio Marcello a servire la focaccia nel locale di Giampilieri, ha sempre amato mettersi in gioco, cercando di «conoscere l'altro attraverso le scelte fatte a tavola». Da Capraia a Viterbo fino a Milano, dove ha consolidato il suo talento in fatto di drink e gestione imprenditoriale, sono tante le esperienze accumulate nel tempo cercando di cogliere, in ogni città, «il bello della tradizione» e gli aspetti culturali, intesi soprattutto come «capacità di aprirsi alla diversità e al nuovo, operando una fusione di conoscenze per una crescita globale».

Brillante e lungimirante, consapevole delle enormi potenzialità della sua Messina che «vorrebbe vedere risplendere come Broadway». Una passione allo stato puro: definisce così Dario il proprio lavoro e l'estasi provata ogni volta durante la preparazione di un drink. Il suo forte pare sia il Negroni, anche se ama molto sperimentare attraverso una “sinestesia” di colori e sapori “shakerati” dentro ad un bicchiere.

Dario è molto legato a Giampilieri, dove ama rifugiarsi nel tempo libero collaborando con i ragazzi dell'associazione “Giampi 2.0”. Nei giorni di lockdown, con il motto “Scopriamo come l'acqua va ‘nte spaddi”, ha curato la rubrica “Happy Hour”, nell'ambito delle iniziative del progetto in remoto #iorestoacasa a Giampilieri, riscuotendo grande successo soprattutto fra i giovani. Quando, poco più di un anno fa, aveva deciso di buttarsi a capofitto nell'apertura del suo locale, non immaginava certo che di lì a poco la pandemia potesse annientare i sogni di tanti giovani come lui. Eppure Dario ha scelto di non mollare e di continuare nel sogno intrapreso: «Ora più che mai Messina è una piazza difficile - ha detto - ma non ho mai amato vincere facile. Il contributo più grande che posso dare alla mia città è non mollare, sicuro di poter presto brindare a una seconda grandissima rinascita!».

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