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Fc Messina, l'esperienza di Manitta: "Prima malumori, poi il trionfo"

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L'accordo c'era da giorni, ma il suo nome come da un magico cilindro è venuto fuori solo nello scorso weekend. Non ha certo bisogno di presentazioni visto che a Messina ha lasciato un ottimo ricordo Emanuele Manitta. Oggi, quarantatreenne, arriva all'Fc Messina nelle vesti di preparatore dei portieri.

Oltre alla fama di calciatore ha vestito le maglie di Lecce, Napoli, Catanzaro, Bologna, Livorno e Siena oltre ovviamente quella del Messina. Nella storia anche per una rete che a Castrovillari in C2 consentì al Messina di agguantare il pari (1-1).

Da tecnico prima esperienza a Giarre, poi Due Torri e Catania (coordinatore dei portieri delle giovanili), l'ultima sua esperienza col Cus Unime. Oggi il dottor Emanuele Manitta, una laurea in Scienze motorie (2012) e magistrale in Attività motoria preventiva e adattata (2015) ha anche ricoperto il ruolo di docente federale nei corsi per allenatore dei portieri di primo livello.

In passato hanno cercato di coinvolgerti nel Messina, cosa ti ha spinto a sposare il progetto Fc Messina?

«Lo scorso anno ad inizio stagione ero stato contattato dall'Acr Messina ed avevo dato la mia disponibilità ma poi non si fece sentire nessuno. Quest'anno mi ha chiamato Ferrante c'è voluto pochissimo per metterci d'accordo è stato amore a prima vista sono felicissimo di questa scelta e non vedo l'ora di cominciare».

Un parco portieri che vista la rimodulazione degli under sarà rivoluzionato, probabilmente rimarrà Bonasera (2002) ma la società ha salutato Marone facendo intuire di puntare su un under tra i pali…

«Queste le linee guida della società, di nomi non ne abbiamo fatto, è vero che spesso si chiede un parere al preparatore dei portieri, ma le scelte le fa la società».

Tutti i ruoli sono importanti ma quello del portiere è fondamentale e l'Fc Messina ha pagato caro alcuni errori clamorosi nella prima parte della stagione…

«Un ruolo delicato perché ci sono tante dinamiche di gioco legate a questo ruolo, bisogna essere bravi e fortunati, curare i movimenti con i compagni, gli errori li commettono tutti, anch'io ho fatto i miei ma sono stato fortunato perché ho giocato in un ambiente maturo che mi ha voluto bene sin dall'inizio, si cresce con l'errore importante per la formazione anche se ci si augura che siano meno possibili. Ma non dimentichiamo che sbagliano tutti lo scorso anno anche Donnarumma ha commesso un errore clamoroso ma l'importante è che alle spalle ci sia una società forte».

Il tuo nome rievoca ricordi straordinari in molti messinesi questo può risultare da traino anche nei confronti della tifoseria?

«Sinceramente me lo auguro, ma per me non sono ricordi gli anni trascorsi a Messina, straordinari dal primo anno con la Peloro per poi passare l'anno successivo quando cambiò la denominazione in Fc Messina, ma è come se tutto fosse accaduto ieri, potrei raccontare ogni singolo episodio di ogni partita giocata con il Messina»

Hai seguito in questi anni le vicende del calcio messinese, e sai che gran parte la tifoseria giallorossa stanca di tutti questi insuccessi ha manifestato il proprio disappunto in un comunicato congiunto, cosa ne pensi a tal proposito?

«Capisco i tifosi sono delusi da tanti anni di insuccessi, anche se molti ci hanno provato rimettendoci anche parecchi soldi, la tifoseria vuole una squadra capace di lottare, di soffrire insieme a loro, io sono per il calcio messinese credo che la situazione che si è venuta a creare non sia produttiva per il rilancio del calcio in riva allo Stretto, non sono favorevole per la dispersione di forze ed energie. Mi ricordo che quando arrivai a Messina c'era una situazione simile con l'As Messina e la Peloro era il 1997/98 l'anno successivo cambiammo denominazione in Fc Messina, l'As scomparve e Messina visse anni straordinari dal punto di vista calcistico».

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