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LA SERIE

Al via la seconda stagione di Màkari, Gioè: «Il mio Lamanna è l’amore per la Sicilia»

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Su Rai1 dopo il Festival di Sanremo sbarcano le indagini tratte dai romanzi di Savatteri
Claudio Gioè, Sicilia, Sicilia, Televisione
Claudio Gioè

Una delicata tranche de vie e nuovi casi per Saverio Lamanna (Claudio Gioè), scrittore col pallino della detection, nella seconda stagione di “Màkari”, la serie Palomar-Rai Fiction tratta dai romanzi di Gaetano Savatteri (editi da Sellerio). Oggi, 7 febbraio, il primo episodio su Rai1, cui faranno seguito altre due prime serate il 14 e il 21 con la regia di Michele Soavi. Un Lamanna appassionato, come nella prima stagione, ma alle prese con alcuni cambiamenti nel privato, a cominciare dal rapporto con Suleima (Ester Pantano), che tornerà a Macari da Milano per seguire un progetto assieme al suo capo Teodoro Bettini (la new entry Andrea Bosca), affascinante architetto che susciterà in Saverio una profonda gelosia. Ma anche nuove indagini da affrontare, con acume e indole picaresca, assieme al fido amico Piccionello (Domenico Centamore), riproponendo al pubblico il divertente duo di amici che è stato associato, sin dalla prima edizione, ai celebri Don Chisciotte e Sancio Panza.

Màkari 2, Claudio Gioè: il personaggio di Lamanna simbolo del mio amore per la Sicilia

«Ritrovare Saverio mi ha dato uno stimolo in più – ha detto in videoconferenza Gioè –, per il fatto che approfondisce una storia nata come un’avventura estiva. La relazione con Suleima mette dei punti di domanda intriganti da rappresentare, perché è difficile capire se la strada intrapresa in un legame sentimentale sia quella giusta o meno».

A questo proposito Savatteri ha saputo rendere una delle peculiarità più distintive dei siciliani, ossia l’utilizzo dell’autoironia per nascondere i drammi. «Abbiamo nel dna questa tragedia greca da fare in piazza – ha osservato l’attore – per celare debolezze e difficoltà come quelle che avrà Lamanna nei confronti di Teodoro, il suo rivale. Un flusso continuo di cinismo e sarcasmo come corazza, quindi, tipico di noi palermitani».

Ma presto il protagonista si renderà conto che il problema non è un potenziale rivale, quanto il fatto che la sua donna sta diventando adulta e potrebbe allontanarsi da lui. «Ritroviamo Suleima consapevole e decisa a conciliare l’amore con l’affermazione professionale – ha dichiarato Ester Pantano –. Era già molto donna nella prima stagione, ma adesso cerca di portare avanti i suoi obiettivi senza dover rinunciare all’amore, cercando un equilibrio tra quello che è il sentire e le necessità degli impegni personali. Il rientro a Macari le darà la possibilità di ritrovare Saverio e godere nuovamente dell’amore. Ma la gelosia di Saverio verso Teodoro non è scaturita da lei, ed è un sentimento plausibile quando in una coppia avvengono dei distacchi».

Interessanti tematiche esistenziali quindi, anche in questa seconda stagione, che non stridono tuttavia con la leggerezza tipica della serie, come ha sottolineato il produttore Carlo Degli Esposti: ”Una levità che non rinuncia ad affrontare grandi temi come quelli dell’essere e dell’etica, con personaggi che sanno trasmettere la differenza tra bene e male».

«Abbiamo cercato di scavare nelle bassezze dell’essere umano – ha aggiunto il regista Michele Soavi –, in cui spesso si nascondono storie misere, architettate da personaggi squallidi; e questa è l’altra faccia dell’essere umano che può affascinare. Ma abbiamo lavorato con grande armonia cercando di calcare le orme della commedia e far anche ridere, rimanendo coi piedi per terra».

Girata nel trapanese, con l’aggiunta di nuovi set nell’agrigentino, tra cui la Scala dei Turchi e la Valle dei Templi, la serie rafforza il legame di narrazione della Sicilia tra l’editore palermitano Sellerio e la Palomar dopo i grandi successi de “Il commissario Montalbano”. Un fil rouge, quello con Andrea Camilleri, sottolineato da Savatteri. «Non ci sarebbe stato “Màkari” senza Camilleri, artefice di un racconto della Sicilia che esce da un archetipo in bianco e nero per raccontare un luogo dove c’è il lutto, ma anche la luce della terra e dei suoi personaggi, l’umorismo, la capacità di sorridere e far ridere. Anche la Sicilia stessa è cambiata e non è rimasta quella di 60 anni fa». Nel cast anche Tuccio Musumeci (il padre di Saverio), Antonella Attili (Marilù) e Filippo Luna (il vicequestore Randone).

© Riproduzione riservata

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