Sabato, 22 Settembre 2018

Mattarella e i candidati alle urne / Foto

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha votato per le regionali siciliane alle 9.35, nel seggio della scuola Giovanni XXIII-Piazzi a Palermo. Il candidato governatore Nello Musumeci (Centrodestra) voterà a Militello (Catania), mentre Claudio Fava (Sinistra) voterà a Gravina di Catania (Ct).

Il candidato Fabrizio Micari (Centrosinistra) voterà a Palermo, così come Roberto La Rosa (Siciliani liberi). Il candidato presidente della Regione per il M5s Giancarlo Cancelleri voterà invece a Caltanissetta.

"Non sono legato alla poltrona. Lascio con l'animo sereno, di chi ha fatto il proprio dovere. Per me si chiude una fase della mia vita e se ne apre un'altra che trovo molto stimolante perché penso a un impegno politico immediato, diretto, tra la gente, a me più congeniale". Così il governatore uscente della Sicilia, Rosario Crocetta, all'uscita dal seggio in contrada Scavone, a Gela, dove ha votato. Crocetta ritiene di avere fatto fino in fondo il proprio dovere. "Abbiamo ereditato un fardello pesante che era quello di un buco di bilancio spaventoso, lo abbiamo risanato, avviato grandi progetti e soprattutto abbiamo fatto un accordo con lo Stato che farà avere due miliardi in più alla Regione". A chi gli ha chiesto se si candiderà alle prossime elezioni politiche, Crocetta ha risposto: ""Sinceramente non è il mio pensiero principale. Sono impegnato piuttosto a mettere in campo una proposta politica affinché non si ritorni indietro rispetto ai provvedimenti che abbiamo adottato per il risanamento e che in certi settori non vengono apprezzati perché avrebbero preferito continuare con le politiche clientelari e di spartizione di denaro a pioggia". E ha aggiunto: "Renzi mi ha chiesto di non candidarmi alla presidenza della Regione e poi addirittura di ritirare la lista del Megafono per fare confluire i candidati nella lista Micari perché Leoluca Orlando la lista non l'ha fatta e quindi l'abbiamo fatta noi con i nostri candidati. Perciò nessun patto con Renzi, solo un riconoscimento politico del Megafono come soggetto politico che fa parte del Pd".

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