Mercoledì, 26 Settembre 2018

La visita di Matteo Salvini/Gallery

"La lotta alla mafia nel mio governo è la priorità. Sono qui a rendere omaggio ai lavoratori che non hanno mollato, agli amministratori che dopo la confisca hanno permesso a questa azienda di andare avanti. È uno dei 15mila beni che voglio che siano usati sempre di più è sempre meglio". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Salvini a Catania a margine di una sua visita alla Geotrans, azienda confiscata alla criminalità organizzata.
"Abbiamo approvato il potenziamento dell'Agenzia dei beni confiscati e sequestrati ed il decreto sicurezza che porterò in Consiglio dei Ministri a settembre avrà una accelerazione come nell'aggressione ai patrimoni dei mafiosi". "Sono contento - ha proseguito Salvini - di quello che abbiamo fatto fino ad oggi.
Spero che riusciremo a fare ancora di più perché l'unico linguaggio che conoscono queste persone, in Sicilia come il Lombardia, è portargli via via tutto fino all'ultimo centesimo e questo continueremo a fare".
"Se c'erano aziende che lavoravano fuori mercato con criteri mafiosi - ha concluso - e poi se tornano sul mercato con criteri di equità non sempre è facile, però vedremo di portare una concezione manageriale, concorrenziale e trasparente anche nella gestione di queste aziende, ma penso anche alle tante ville, negozi, terreni agricoli, auto, conti correnti che giacciono fermi da qualche parte e che io voglio restituire ai cittadini italiani".

"Sì, siamo qui per cercare di andare avanti e non tornare indietro. È chiaro che non entro nel merito delle responsabilità passate però non voglio che ci vadano di mezzo i cittadini per pessime gestioni politiche. Ne parlo con il governatore Musumeci. C'é da lavorare di più e meglio. Non sempre è questione di più soldi, perché i soldi a volte ci sono ma vengono spesi male. Non faccio il processo al passato. Sono ministro da due mesi. Mi interessa rispondere ai catanesi. Vedremo di essere concreti e veloci". Così il ministro dell'Interno Matteo Salvini a Catania rispondendo, a margine di una visita ad una azienda confiscata alla mafia, ad un giornalista che gli ha chiesto se il governo nazionale aiuterà Catania.

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