Domenica, 18 Agosto 2019
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L'inchiesta su mafia e scommesse on line non si ferma: altri 21 arresti e sequestri per 70 milioni - Nomi e foto

Nuovi arresti nell'ambito dell'inchiesta su mafia e scommesse on line: altre 21 persone sono state arrestate ed è stato eseguito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni, in Italia e all’estero, per 70 milioni di euro. In particolare sono 207 rapporti bancari e conti correnti accesi in Italia e nell’Isola di Man, in Austria, in Gran Bretagna e a Malta; 42 immobili; 36 attività imprenditoriali operanti non solo nel settore del gaming; 24 centri scommesse dislocati tra Messina, Catania e Siracusa e 9 automezzi.

L'inchiesta della Procura distrettuale di Catania che ha portato all’emissione, da parte del Gip, di un’ordinanza cautelare nei confronti di 21 indagati.

Il provvedimento è stato eseguito da guardia di finanza, Scico delle Fiamme gialle, carabinieri del comando provinciale e della sezione Anticrimine dell’Arma. I reati contestati, a vario titolo, sono associazione mafiosa e a delinquere, esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse e intestazione fittizia di beni.

Le contestazioni sono connesse alla gestione illecita d’imprese, in Italia e all’estero, dedite all’acquisizione di licenze e concessioni governative utilizzate per le attività di giochi e scommesse a distanza, effettuate aggirando le normative fiscale e antiriciclaggio. Emerse anche violazioni delle misure di prevenzione patrimoniali con l’intestazione fittizia di beni e società.

Il provvedimento è la prosecuzione, sul fronte delle indagini sulla 'famiglia' Santapaola-Ercolano, dell’operazione del 14 novembre scorso, con l’esecuzione di fermi nei confronti di 15 indagati, alcuni dei quali indicati come mafiosi, che operavano nel settore del 'gaming on-line'.

Gli arrestati condotti in carcere sono: Bartolo Augusta, di 44 anni, domiciliato a Pedara; Giovanni Di Stefano, di 34 anni, domiciliato a Catania; Alfio Saitta, di 35 anni, residente a Lineri di Misterbianco; Emanuele Trippa, di 41 anni, residente a Catania.

Agli arresti domiciliari in quanto commerciali della rete “revolutionbet365” sono: Francesco Insanguine (Catania, 10/8/1976); Massimiliano Giuseppe Vinciprova (Catania, 2/11/1978); Giuseppe Cocimano (Catania, 22/6/1975); Massimo Giuffrida (Catania, 28/4/1973); Luciano Paccione (Bronte CT, 13/12/1976); Leonardo Zappalà (Mascali CT, 28/3/1961); Fabio Calcagno (Barcellona P.G., 11/5/1983); Sebastiano Campisi (Siracusa, 15/1/1984); Sebastiano De Matteo (Barcellona P.G., 23/7/1976); Francesco Guerrera (Messina, 6/7/1985); Ottavio Imbesi (Barcellona P.G., 2/6/1971); Orazio Intagliata (Augusta, 10/4/1989); Alfredo Valenti (Siracusa, 21/5/1987); Giovanni Iannì (Roma, 29/8/1987); Vincenzo Mangano (Palermo, 8/7/1986); Marco Daidone (Messina, 5/9/1973)

C'è anche il vicesindaco di Misterbianco, Carmelo Santapaola, cugino dei Placenti, tra gli arrestati dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta su mafia e scommesse online della Procura di Catania. Gli è contestato il reato di intestazione fittizia di beni, in qualità di titolare di fatto, assieme ai fratelli Placenti, dell’'Orso Bianco Caffè', locale in contrada Monte Palma già sequestrato il 14 novembre scorso. Il Gip ha disposto per lui gli arresti domiciliari.

Contatti tra alcuni indagati del gruppo di Lineri Mistebianco (Catania) del clan Santapaola e soggetti ritenuti 'vicini’ al superlatitante Matteo Messina Denaro, tra cui il nipote di quest’ultimo, Francesco Guttadauro, oltre che con persone riconducibili alla 'famiglia' camorristica dei Nuvoletta di Marano (Napoli) sono sono emersi nell’ambito dell’inchiesta 'Revolutionbet 2' della Procura di Catania su mafia e scommesse online. Durante l’operazione i carabinieri hanno sequestrato anche armi.

La Guardia di Finanza ha eseguito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni, in Italia e all’estero, per 70 milioni di euro. In particolare sono 207 rapporti bancari e conti correnti accesi in Italia e nell’Isola di Man, in Austria, in Gran Bretagna e a Malta; 42 immobili; 36 attività imprenditoriali operanti non solo nel settore del gaming; 24 centri scommesse dislocati tra Messina, Catania e Siracusa e 9 automezzi.

All’inchiesta ha dato un importante contributo l’imprenditore del settore Fabio Lanzafame, che sta collaborando con la magistratura. Nell’ambito dell’operazione, denominata 'Revolutionbet 2', i carabinieri hanno arrestato quattro persone ritenute appartenenti alla 'famiglia' Santapaola-Ercolano e, in particolare, alla frangia operante nel comprensorio di Lineri di Misterbianco. L’attività investigativa ha fatto luce sul gruppo mafioso, capeggiato dai fratelli Carmelo Gabriele e Vincenzo Placenti, abituato ad operare «sotto traccia», in modo da eludere eventuali indagini. Quello che Carmelo Gabriele Piacenti, in un intercettazione, chiama la 'duranza'  (durata, ndr). La guardia di finanza, che ha posto agli arresti domiciliari 16 indagati, ha fatto luce sui rapporti economici e sulle infiltrazioni del gruppo nel settore finanziario. Sono accusati di avere assicurato al gruppo Placenti l’intestazione formale di attività commerciali nel settore del 'gaming' e di autoveicoli, alimentate con il controllo di una rete nazionale di circa 500 agenzie di scommesse. Garantito il funzionamento, tra il 2016 e il 2017, della raccolte di complessivi 20 milioni di euro giocate illegali nelle province di Catania, di Catania, Messina, Siracusa, Palermo e Trapani.

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