Venerdì, 23 Agosto 2019
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Sindaco arrestato a San Pietro Clarenza, utilità personali in cambio dell'appalto sui rifiuti - Nomi e foto

Il sindaco e un funzionario del Comune di San Pietro Clarenza (Catania) sono stati arrestati dalla guardia di finanza etnea per corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e turbata libertà degli incanti.

L’inchiesta della Procura distrettuale di Catania è relativa alla procedura di gara per l’assegnazione del servizio di raccolta, spazzamento e trasporto rifiuti nel comune etneo. Arrestati anche l'amministratore e un dipendente della società aggiudicataria dei lavori. Gli appalti oggetto dell’indagine, per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro, sono relativi al periodo 2015-2018. Nei confronti degli indagati, il gip ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per due e agli arresti domiciliari per altri due.

Tra gennaio 2015 e ottobre 2018, attraverso 18 ordinanze 'contingibili e urgenti' la Progitec manteneva costante l'affidamento della gestione dei rifiuti per tre milioni di euro.

Riguarda l’assegnazione del servizio di raccolta, spazzamento e trasporto dei rifiuti nel Comune di San Pietro Clarenza l'inchiesta denominata 'Differenziata' che ha portato in carcere il sindaco Giuseppe Bandieramonte e l’amministratore della società 'Progitec' di Castel di Iudica, Angelo La Piana, per corruzione e turbata libertà degli incanti. Ai domiciliari finiscono Michele Faro, responsabile dell’ufficio igiene del Comune, e Silvio Calandrino, dipendente della società 'Progitec', ma di fatto impiegato al Comune come collaboratore di Faro.

Secondo quanto ricostruito durante le indagini della Guardia di finanza, il sindaco Bandieramonte - assegnando in maniera scorretta le gare d’appalto sempre alla stessa società - ha ricevuto in cambio svariate utilità. Tra queste, l’assunzione alla 'Progitec' di persone che lo sostenevano elettoralmente, la sponsorizzazione di eventi sportivi organizzati da associazioni promosse dai familiari del sindaco e il pagamento di stipendi da 50 mila euro l’anno a favore della compagna del sindaco per l'attività lavorativa alla Progitec, mai realmente svolta.

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