Mercoledì, 11 Dicembre 2019
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Mafia e politica a Messina, condannati Genovese e Rinaldi

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A pochi giorni dalla sentenza d'appello per il processo "Corsi d'oro 2" sulla formazione professionale, arrivano a Messina altre due pesanti condanne per gli ex parlamentari Francantonio Genovese e Franco Rinaldi. 

Questa volta però il contesto è diverso, anche se attiene sempre alla "galassia" dell'ex sindaco di Messina. Si tratta del maxiprocesso e dell'indagine “Matassa” gestiti dalla Distrettuale antimafia e dalla Mobile di Messina, ovvero le commistioni tra mafia, politica e criminalità organizzata in città con al centro tre campagne elettorali, smantellate da una lunga indagine della polizia nel 2016, ma che ha rappresentato anche la ricostruzione della nuova geografia dei clan cittadini, con particolare attenzione ai gruppi criminali di Camaro e S. Lucia sopra Contesse. I giudici hanno riconosciuto la susistenza delle tre associazioni e anche quella finalizzata al voto di scambio.

La seconda sezione penale del tribunale presieduta da Mario Samperi, a conclusione di una camera di consiglio iniziata alle 10,30 del mattino e conclusa solo intorno all'una di notte, ha inflitto in nottata a Genovese 4 anni e 2 mesi, e a Rinaldi 3 anni e 4 mesi.

In tutto erano alla sbarra ben 47 imputati. Trentotto i capi d’imputazione, tra cui una contestazione di associazione di stampo mafioso e una di un’associazione a delinquere finalizzata a commettere reati elettorali. Sotto i riflettori anche intrecci tra mafia e politica per il sostegno alle campagne elettorali, promesse di appalti, favori, assunzioni, elargizioni di denaro e perfino di pacchi di pasta.

Condannati anche gli ex consiglieri comunali Paolo David e Giuseppe Capurro, rispettivamente  a 4 anni e 9 mesi, e a un anno. Quest'ultimo rispondeva solo di corruzione elettorale ed aveva registrato a suo tempo l'annullamento dell'ordinanza di custodia cautelare da parte dei giudici del Riesame. Al boss di Camaro Carmelo Ventura sono stati inflitti 18 anni. Agli imprenditori Angelo e Giuseppe Pernicone inflitti 11 anni e 10 anni e 4 mesi.

Al medico Giuseppe Picarella inflitti un anno e 6 mesi. L'imprenditore Paolo Siracusano è stato assolto.

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