Venerdì, 05 Giugno 2020
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Anche false fatture per 100 milioni, dietro l'asse di mafia Catania-Trapani: nomi e foto degli arrestati

Estorsioni, ricostruzione dell'organico e delle dinamiche all'interno del clan Mezzei e anche una 'frode carosello all'Iva' con l'emissione di false fatture per oltre 100 milioni di euro che avrebbero fruttato un utile di 8,8 milioni.

E' quanto emerso dall'inchiesta 'Scirocco' di carabinieri e guardia di finanza di Catania, coordinati dalla Dda etnea, che hanno eseguito un'ordinanza cautelare per 23 indagati: 10 in carcere, cinque agli arresti domiciliari e otto misure interdittive.

Le indagini sono state avviate nel settembre del 2016 per monitorare le attività della 'famiglia' Mazzei e, in particolare, del suo componente di spicco, Angelo Privitera, detto 'Scirocco'. I carabinieri hanno individuato l'esercizio commerciale, dove il clan teneva dei vertici per parlare delle attività illecite, come usura ed estorsioni, ma anche delle tensioni interne alla stessa 'famiglia'.

Militari dell'Arma hanno anche accertato il riciclaggio di soldi 'sporchi' nel settore delle scommesse online e nella gestione completa delle apparecchiature elettroniche da gioco. Dalle indagini sono emersi collegamenti con imprenditori che gestivano depositi di impianti di carburanti coinvolti in operazioni finalizzate alla frode fiscale e in particolare con Francesco Burzotta, indicato come "soggetto orbitante nell'ambiente mafioso di Mazara del Vallo".

Accertamenti della guardia di finanza di Catania hanno fatto luce sulla cosiddetta 'frode Carosello dell'Iva'. Il gruppo, secondo l'accusa, riusciva a evadere il pagamento dell'imposta attraverso l'intervento di 'falsi esportatori abituali' che emettevano dichiarazioni d'intento non veritiere, consentendo di acquistare da soggetti italiani carburante senza l'applicazione dell'Iva per poi non rivenderlo all'estero, ma nel territorio nazionale. Indagini sono state eseguite anche sull'acquisto di carburanti da fornitori britannici, maltesi e della Repubblica Ceca da parte della Lubricarbo di Sergio Leonardi al quale carabinieri e guardia di finanza hanno sequestrato beni per 10 milioni di euro, comprese quote societarie di 10 imprese commerciali, tra l'altro titolari di 7 distributori stradali.

Elenco persone destinatarie delle misure cautelari in carcere: Francesco Burzotta, Salvatore Giannone, Sergio Leonardi, Luciano Lo Re, Pietro Lo Re, Claudio Loria, Sergio Minnella, Carmelo Munzone, Angelo Privitera, Carmelo Pantalena.

Agli arresti domiciliari: Eugenio Barbarino, Alessandro Concetto Caldarera, Alessandro Lizzoli, Bernardo Toscano, Massimiliano Ponturo.

Divieto temporaneo di esercitare imprese e gli uffici direttivi: Alberto Pietro Agosta, Antonino Campagna, Filippo Cutrona, Gioacchino Falsaperla, Salvino Frazzetto, Salvatore Giuffrida, Federico Pandetta, Salvatore Pinta.

© Riproduzione riservata

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